Alitalia, non solo salvataggio: Atlantia punta a rilancio

Alitalia, non solo salvataggio: Atlantia punta a rilancio

Un piano che punta al rilancio e non solo al salvataggio di Alitalia. Sarebbe questo uno dei punti chiave messi in chiaro oggi da Atlantia nel corso dell’incontro che si è svolto questa mattina tra i potenziali partner della newco. Secondo quanto s’apprende, infatti, i dirigenti del gruppo infrastrutturale avrebbero ribadito la propria disponibilità a lavorare a un piano industriale che serva a rilanciare la compagnia di bandiera, segnalando tuttavia le diverse problematiche dell’attuale piano che, invece, punterebbe soltanto a un salvataggio. Il piano attuale, in particolare, impegnerebbe cassa per 4 anni, al termine dei quali non sarebbe chiaro come arrivare a un riequilibrio dei costi e al raggiungimento del break-even.

Ci sarebbe poi il nodo di Delta. L’altro ostacolo ancora non sciolto sarebbe l’indisponibilità dell’aviolinea Usa a modificare gli accordi di volo sulle rotte nord-atlantiche, che sarebbero fortemente penalizzanti per la compagnia di bandiera. I componenti del tavolo elaboreranno nelle prossime ore una short list di temi ancora aperti e di problematiche da sciogliere e la invieranno al Mise nei prossimi giorni. Le problematiche, discusse al tavolo oggi dall’ad di Fs Gianfranco Battisti, il direttore generale di Atlantia Giancarlo Guenzi, i commissari della compagnia Laghi e Discepolo e i rappresentanti di Mise e Mef, sono state indicate da Atlantia nella lettera inviata nella serata di ieri al Mise. Una lettera, dunque, che ha consentito di far emergere i diversi punti ancora non sciolti della trattativa in corso per il salvataggio e il rilancio di Alitalia.

GOVERNO IRRITATO” – Governo “irritato” per la posizione espressa da Atlantia sul dossier Alitalia. E’ quanto è emerso, secondo quanto s’apprende da fonti dell’esecutivo, nel vertice che si è svolto questa sera a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte e i ministri interessati. Il gruppo infrastrutturale avrebbe chiesto di modificare il piano e che si intervenga su Delta perché il suo sia un intervento più incisivo, oltre ad avere una parola chiara sulla questione di Autostrade per l’Italia. Non ci sarebbe stata, a quanto apprende l’Adnkronos, una richiesta formale di revoca anche se, dovendo rimettere mano al piano, questa potrebbe venire da sé.

Come riferisce una fonte di governo, il motivo di irritazione è legato in particolare alla questione Aspi e al fatto che “Atlantia e i Benetton non si assumono le responsabilità”. “Pensano che basta togliere dopo un anno Castellucci”, sottolinea la stessa fonte. (adnkronos)

Redazione

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