Ora Pd e M5s potrebbero fare pace anche in Campidoglio su Virginia Raggi?

Ora Pd e M5s potrebbero fare pace anche in Campidoglio su Virginia Raggi?

Domanda: la nuova alleanza politica tra Pd e M5s, i due binari su cui correrà nei prossimi mesi o anni il nuovo governo Conte, si trasferirà anche su Roma, dove fino a oggi il partito di Nicola Zingaretti è stato il più acceso oppositore della Giunta guidata da Virginia Raggi? Cambierà l’atteggiamento dei dem nei confronti dell’operato della sindaca Cinquestelle? Forse è ancora presto per parlare di prossime elezioni comunali (2021), ma nell’immediato tra i due partiti in Campidoglio cambierà qualcosa?

Per tentare una risposta e una previsione partiamo da lontano, da Roberta Lombardi, 5 Stelle storica, capo delegazione del Movimento alla Regione Lazio, arci-rivale di Virginia Raggi. Lombardi si sente in qualche modo un po’ la “madrina” di questo accordo di governo, non fosse altro perché lei il dialogo con il Pd l’ha portato avanti per prima, proprio nel Lazio di e con Zingaretti, dice in un’intervista a Il Messaggero.

Dunque il Pd non è più Belzebù, l’odiato nemico? Per Lombardi anche con Zingaretti “delle incompatibilitaà restano”, ma prima da parte del Pd verso i 5Stelle “c’era una preclusione netta”, che poi è caduta. Dunque “qualcosa è cambiato”, ha detto la Cinquestelle al quotidiano romano. E poi il segnale chiaro l’hanno dato gli elettori, dice la capogruppo in Regione: “Dopo le Europee bisognava cambiare rotta” perché “agli occhi degli elettori risultavamo passivi su un tema non così prioritario come sbarchi e immigrazione”.

Insomma, il Lazio ha fatto da “laboratorio”, da incubatore di questo accordo nazionale. “I dem ci hanno ascoltato e abbiamo fatto diverse cose insieme, dal piano rifiuti a quello paesaggistico”. Ora c’è il Conte bis e anche questa stagione apre una fase nuova, specie dentro i 5Stelle dove con il tramonto dell’era Di Maio, dice Lombardi, “si torna ad una gestione più corale, mentre finora abbiamo voluto più imitare altri partiti”.

Un modello che, secondo la capogruppo 5S in Regione, “non ha pagato” né in termini elettorali né sui temi politici. E una causa di tutto ciò è anche dovuta al fatto che Di Maio “ha avuto troppo da fare, diversi ruoli da gestire, ora è giusto che si concentri sugli Esteri e sul Movimento con un’ottica piu’ collegiale”. In futuro i 5 Stelle entreranno nella giunta della Regione Lazio? Mai dire mai, sembra dichiarare Lombardi, che aggiunge: “Vediamo come va sul nazionale e poi ne riparliamo. Del resto se non direttamente esportabile, il “modello Lazio” è già presente “in un tavolo che raduna tutte le forse politiche, anche perché tutti i partiti hanno guidato Roma negli ultimi anni”.

Quel che è certo è che questo novo governo aiuterà Roma “di più, non per amore della Raggi ma di Roma”, chiosa Roberta Lombardi che sul futuro della Capitale aggiunge: “La nascita di questo governo contro ogni pronostico fa capire che parlarsi è indispensabile”. Per il futuro di Roma e, forse, anche per le comunali del 2021.

Un atteggiamento – a leggere le parole di una dirigente storica del Movimento a Roma – che lascerebbero ben sperare anche l’inquilina di Palazzo dei Senatori. Che su Twitter ha scritto: “Auguri al nuovo governo guidato da Giuseppe Conte. Piena fiducia nel Presidente del Consiglio e in una squadra che, sono certa, saprà lavorare nell’interesse dell’Italia, di Roma e di tutti i cittadini”.

Venerdì 6 settembre la sindaca riceverà una delegazione del gruppo Pd in Campidoglio per terminare il breve giro di ‘consultazioni’ con i partiti che siedono in aula Giulio Cesare prima della ripresa dell’attività dopo le vacanze estive. Una serie di incontri per illustrate le priorità di lavoro per i prossimi mesi e, di fatto, per l’ultimo anno e mezzo di consiliatura che poi condurrà al voto per il Campidoglio nel 2021.

Raggi ha già incontrato altri gruppi delle opposizioni, a quanto si apprende si è detta “fiduciosa” che vada in porto il lavoro per realizzare nuovi impianti di compostaggio sui rifiuti e che gli appalti sulla manutenzione del verde orizzontale e verticale possano essere assegnati in breve, anche sulla spinta della nomina odierna dell’assessore Laura Fiorini, dopo 7 mesi di assenza del titolare dell’Ambiente.

“La nascita di un nuovo governo Pd-M5s non cambierà né il nostro atteggiamento, né tantomeno il nostro giudizio nei confronti di una Giunta che non ha saputo dare risposte adeguate ai problemi della nostra Città”, recita una nota il gruppo del Pd capitolino. “Siamo convinti, allo stesso tempo, che le rinnovate condizioni politiche rendano opportuno e prezioso un tavolo di confronto tra il gruppo consiliare del Partito democratico in Campidoglio e il segretario Nicola Zingaretti, che desideriamo innanzitutto ringraziare per l’impegno profuso, nelle ultime settimane, per il bene del Paese: vogliamo fare la nostra parte, fin dove possibile, per dare anche a Roma una decisa discontinuità programmatica, e per far sì che la Capitale diventi una priorità per il nuovo Esecutivo, al di là delle apprezzabili dichiarazioni d’intenti. Valuteremo – conclude la nota – come la sindaca Raggi e il MoVimento 5 Stelle capitolino si porranno rispetto alle nostre proposte, dando forti segnali di discontinuità”.

Insomma, se son rose, fioriranno, ma per ora restano cardi, almeno a parole. Per porgere un ramoscello d’ulivo in segno di pace alla tanto contestata sindaca, forse i dem attendono un gesto, un atto, una dimostrazione di distensione da parte sua. Un atto politico, forte e chiaro, che M5s e Pd in Aula Giulio Cesare possano condividere subito. Un primo tentativo i dialogo potrebbe riguardare la conduzione dell’Aula visto che, se la prossima settimana il Tribunale del Riesame decidesse la sua scarcerazione, Marcello De Vito – indagato per corruzione e sottoposto a procedimento disciplinare dai 5 Stelle – potrebbe tornare a presiedere il Consiglio comunale. (agi)

Redazione

Oppure, se è un governo giallorosso quello appena nato (il voto di fiducia alle Camere è previsto per inizio settimana) chissà che proprio sul nuovo stadio della Roma Raggi e Pd potranno trovare un’intesa sin qui mancata, anche per gravi motivi di natura giudiziaria.

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