Barbie mette il velo e diventa Hijarbie

Barbie mette il velo e diventa Hijarbie

Mattel aveva da poco annunciato di voler apporre modifiche fisiche alla filiforme Barbie che a togliere la scena alla famosa bambola nata dalla fantasia di Elliot Handler nel 1959 ha pensato una giovane nigeriana, tal Haneefah Adam con la sua Hijarbie. La hijarbie, ovvero una Barbie che indossa hijab, foulard colorati e lunghi abaya – tuniche di colore nero che coprono il corpo, lasciando scoperti solo testa, mani e piedi – tipici della cultura islamica, ha fatto il suo ingresso ufficiale via social. L’account su Instagram che porta lo stesso nome (@hijarbie), ovviamente separato dal feed Instagram ufficiale di Barbie, è stato subito preso da assalto da cultori e non, vantando ad oggi 79,5mila follower. Nelle foto, la bionda bambola dagli occhi color cielo sfoggia una varietà incredibile di outfit, legati alla vita quotidiana e alle grandi occasioni.

«Una bambola vestita come me» 
«L’idea è nata dal desiderio di vedere una bambola vestita esattamente come me. Erano i tempi in cui mi trovavo in Gran Bretagna a studiare per il mio Master. Ci ho pensato per tre mesi. E quando sono tornata in Nigeria, ho subito comprato una Barbie e l’ho iniziata a vestire così» ha detto Haneefah Adam a “Mic”, una rivista di tendenza. È l’ideatrice stessa di Hijarbie a cucire gli abiti da farle indossare. La sua bambola è «modesta, con radici nella mia religione e identità culturale» ha detto alla CNN sottolineando il desiderio di voler dare un’altra opzione alle ragazze musulmane giacché «il modo in cui Barbie si veste è molto succinto e diverso».

Pro e contro
L’arrivo di Hijarbie in Rete – era il lontano dicembre 2015 – non ha lasciato indifferente il popolo dei social. C’è chi si è subito detto entusiasta elogiando l’idea della Adam e chi, invece, ha preso le distanze con commenti del genere «Povera Barbie… Se qualcosa non appartiene al tuo credo, perché provi a cambiarlo?». Non mancano battute di cattivo gusto e facili ironie sul modo di vestire “alla orientale” a cui l’ideatrice di Hijarbie ha risposto: «La gente pensa che quando le donne musulmane si coprono sono costrette a farlo. La maggioranza di noi non lo è».

Sarà vera gloria?

Chi può dirlo. Nel frattempo, la Adam non si è fermata a rifare il guardaroba alla classica Barbie bionda-occhi azzurri. Con oltre cento differenti outfit, a indossare l’hijab sono anche le versioni – acquistate online in quanto a suo dire irreperibili in Nigeria – con connotati riconducibili ad altre etnie, orientali e afro su tutte, e a donne e sportive ispirate alla vita reale. Un esempio? La campionessa di scherma Ibtihaj Muhammad, vincitrice dalla medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio 2016.

Lauretta Belardelli (amando.it)

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