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Moda: Donatella Versace dice no alle pellicce

La maison della Medusa annuncia lo stop alle pellicce dal 2019, dopo Michael Kors e Gucci, e un programma di sostenibilità che comprende la nuova boutique londinese di Sloane Street certificata LEED.

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Donatella Versace al Time 100 del 2010
Donatella Versace al Time 100 di New York, nel 2010 (immagine di repertorio). Foto: David Shankbone, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Il 2018 rappresenta certamente un annus mirabilis per la maison della Medusa: è per maggio infatti l’appuntamento con la mostra “Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination” al Metropolitan Museum of Art di New York, incentrata sul rapporto tra Cattolicesimo e moda, patrocinata dalla griffe. Donatella Versace guarda sempre più al futuro del suo brand e, oltre alla mostra al MET, punta sulla sostenibilità: la maison ha annunciato infatti che non utilizzerà più le pellicce nelle sue collezioni a partire dal 2019.

“Pellicce? Ne ho abbastanza. Non voglio uccidere animali per fare moda“ ha dichiarato la stilista attraverso un comunicato stampa ufficiale. Una vera svolta per il marchio della Medusa: basti pensare che attualmente sul sito del brand è disponibile un cuscino in pelliccia dal costo di 1050 euro. Questa decisione è parte di un progetto più ampio incentrato sulle iniziative di sostenibilità di Versace, volte ad un approccio più consapevole e attento all’ambiente.

Il primo risultato di questo processo è stato l’apertura di una nuova boutique a Londra, in Sloane Street, la prima ad avere la certificazione LEED (che promuove un approccio orientato alla sostenibilità), alla quale seguiranno le aperture delle nuove boutique di Miami e Monaco nei prossimi mesi.

“I prodotti in pelliccia rappresentano solo una parte minoritaria dell’offerta di Versace. Questa decisione è un tassello di un più ampio programma di innovazione sostenibile per Versace, che include non solo un forte impegno a collaborare con tutta la nostra filiera, ma anche un profondo cambiamento culturale del quale beneficeranno tutti i dipendenti” ha dichiarato il ceo Johnatan Akeroyd. Dopo Michael Kors e Gucci, la maison è l’ultima ad intraprendere questa scelta cruelty free.

La domanda che sorge spontanea è una: sarà questo un cambiamento definitivo per il mondo della moda o soltanto un trend passeggero?

Lorenzo Sabatini da diredonna.it

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