Si registra un’ulteriore escalation nella guerra tra Russia e Ucraina, caratterizzata da un’intensificazione delle offensive militari da entrambe le parti. Le forze di Mosca hanno condotto massicci raid aerei, colpendone la capitale Kiev, diversi snodi logistici a Odessa e numerosi insediamenti nella regione di Sumy, situata nell’area nord-orientale del Paese. A Sumy le incursioni hanno causato la morte di due persone e il ferimento di altre quindici. Nella capitale ucraina un drone ha colpito un edificio scolastico nel quartiere di Solomenskyi provocando un incendio; gli oltre cento studenti e il personale docente presente sono riusciti a mettersi in salvo trovando riparo nei rifugi sotterranei.
La campagna di bombardamenti russi ha preso di mira anche infrastrutture strategiche e siti ad alto rischio della capitale. Tra gli obiettivi colpiti figura l’Istituto per la Ricerca Nucleare di Kiev, dove la caduta di un drone ha innescato un rogo prontamente domato dai soccorsi; l’Ispettorato statale ha confermato che il reattore nucleare — in stato di spegnimento dall’inizio dell’invasione nel febbraio 2022 — e i relativi sistemi di sicurezza non hanno subito danni, mantenendo inalterati i livelli di radiazione. Un altro attacco condotto con droni ha gravemente danneggiato una struttura di supporto del Ponte Meridionale (Pivdennyi Mist), snodo fondamentale d’attraversamento del fiume Dnepr che collega le due sponde di Kiev, provocando la temporanea sospensione dei trasporti pubblici e metropolitani.
In risposta alle incursioni di Mosca, le forze armate ucraine hanno sferrato una serie di attacchi a lungo raggio contro la rete energetica e logistica in territorio russo. Il presidente Volodymyr Zelensky ha rivendicato i risultati operativi ottenuti, confermando il colpimento di un impianto petrolifero nella regione di Samara, di un deposito di rifornimenti militari nella regione di Briansk, oltre a un sito per il lancio di droni a Orel e un obiettivo strategico nel Mar Nero. Zelensky ha ribadito come tali azioni mirino a privare direttamente le forze di occupazione delle capacità di sostentamento del conflitto.
Eliza Anton
