Sul fronte delle relazioni diplomatiche tra Iran e Stati Uniti, Teheran è in attesa di una risposta ufficiale da parte di Washington in merito alle trattative per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Come riferito dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, la proposta per la risoluzione della crisi è stata elaborata attraverso la mediazione del Qatar, che si sta occupando di veicolare le istanze e le relative controproposte tra le due parti.

Parallelamente ai negoziati per la rotte marittime, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha reso noto di aver inviato una lettera aperta di dieci pagine indirizzata direttamente al popolo americano. Il portavoce dei Pasdaran, il generale Hossein Mohbi, ha illustrato il contenuto del documento durante una conferenza stampa ripresa dall’agenzia Tasnim. Il messaggio centrale mira a respingere la classificazione di organizzazione terroristica attribuita ai Pasdaran dagli Stati Uniti, argomentando come il corpo militare sia in realtà un’istituzione fortemente radicata nel tessuto sociale del Paese e impegnata nello sviluppo infrastrutturale, nella sanità e nel sostegno alle aree svantaggiate, sia a livello nazionale che regionale.

La nota dei Pasdaran affronta inoltre tematiche legate alla sicurezza globale e alla geopolitica d’area. Il generale Mohbi ha accusato l’amministrazione statunitense e il presidente Donald Trump di condurre una narrazione fuorviante, negando le ricostruzioni dell’intelligence americana sui tempi di sviluppo del programma nucleare iraniano, definite da Teheran una menzogna reiterata da oltre un quarto di secolo. Nel testo viene infine ribadita la richiesta di un completo ritiro delle forze americane dalla regione, presentato dalle Guardie della Rivoluzione come l’unico esito possibile per la conclusione delle attuali ostilità.

Eliza Anton