
La proposta stabilisce una metodologia per definire le aree sotto stress abitativo, applicabile nei territori in cui il rapporto tra prezzo dell’immobile e reddito disponibile pro capite è pari o superiore a otto anni, e in cui sia dimostrato un trend in crescita negli ultimi dieci anni (requisito storico derogabile se il rapporto raggiunge o supera quota dieci). In presenza di questi indicatori e della previsione che la pressione non diminuisca nei tre anni successivi, le autorità locali e nazionali potranno applicare limitazioni agli affitti brevi — a patto di dimostrarne l’impatto negativo sull’accessibilità degli alloggi — o introdurre restrizioni sulla compravendita di case non destinate a locazione principale. Il regolamento include una clausola di salvaguardia per la prima casa, escludendo dai limiti i proprietari che affittano la propria abitazione principale, e fissa la durata massima delle restrizioni a cinque anni.
Il pacchetto normativo è affiancato da una Raccomandazione sull’accessibilità economica, che punta ad agire dal lato dell’offerta promuovendo procedure autorizzative più rapide per nuove costruzioni, ristrutturazioni, riuso del patrimonio edilizio e incentivi agli investimenti. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen, la vicepresidente Teresa Ribera e il commissario all’Housing Dan Jørgensen hanno sottolineato che il provvedimento non impone obblighi diretti ai governi nazionali — mantenendo intatte le competenze locali sulla politica abitativa — ma offre certezza del diritto e strumenti per fronteggiare la crisi. La proposta dovrà ora seguire l’iter della procedura legislativa ordinaria in Parlamento europeo e Consiglio.
L’iniziativa europea ha riscontrato pareri discordanti nella politica italiana. Lega e Fratelli d’Italia hanno espresso forte contrarietà, definendo la misura una lesione della proprietà privata e un’invasione di campo nelle competenze nazionali. Il Movimento 5 Stelle ha criticato la proposta ritenendola deludente per l’assenza di obblighi vincolanti, mentre il Partito Democratico, per voce della deputata Irene Tinagli, ha accolto con favore l’atto sottolineando come esso fornisca ai sindaci e agli amministratori locali strumenti concreti per tutelare l’accesso all’alloggio.
Eliza Anton
