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Minori, Pro Vita: “Vittime dei nuovi media, +246% adescamenti online”

In vista del webinar serale con Belpietro, Sgarbi e Pillon, Coghe chiede un decreto attuativo per il parental control e più controlli della polizia postale, citando l'aumento del 246 per cento degli adescamenti.

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Minori, Pro Vita: “Vittime dei nuovi media, +246% adescamenti online”

ROMA – L’iper-sessualizzazione dei minori è un fenomeno preoccupante, aggravato dai lockdown per la pandemia che ha costretto numerosi bambini e adolescenti a ricorrere in forma massiccia ai social media come unico strumento di socializzazione. Ne parla con l’agenzia Dire, Jacopo Coghe, Vicepresidente di Pro Vita e Famiglia Onlus che stasera alle 21 modererà un webinar (in diretta sui siti e social delle associazioni, ndr) con il giornalista Maurizio Belpietro, gli onorevoli Vittorio Sgarbi e Simone Pillon, Don Fortunato Di Noto, Massimo Gandolfini, neurochirurgo e presidente dell’Associazione Family Day, Miriam Incurvati, psicologa e psicoterapeuta, e Antonio Morra, giornalista autore di “Porno Tossina” e “Pornolescenza”.

Coghe spiega: “Insistiamo su questo tema perché un dato ci ha allarmato, ed è quello dell’aumento del 246 per cento degli adescamenti dei minori sui social. Oramai quasi più di un bambino su quattro, tra gli undici e i sedici anni, ha un profilo sui social e sembra che quasi più di un bambino su quattro abbia avuto una esperienza scioccante durante l’anno in corso sui social. Solamente il 22 per cento di loro però ne ha parlato con qualcuno, quindi questo ci pone davanti a un problema che è quello del rapporto dei minori con i social e dei minori con l’iper-sessualizzazione, perché ormai l’adescamento avviene principalmente attraverso il web e attraverso i social network”.

Il vicepresidente di Pro Vita e Famiglia Onlus ricorda che alla luce di questi dati i primi di settembre è stata lanciata la campagna “Piccole Vittime Invisibili” con una conferenza stampa in Senato. “In seguito – continua – abbiamo lanciato un documentario in collaborazione con Meter onlus di don Fortunato di Noto, che da anni si occupa di queste tematiche, e questa sera alle 21 avremo un webinar per fare il punto della situazione. Il webinar sarà visibile sul nostro canale Youtube e sulla nostra pagina Facebook in diretta”.

Durante la discussione on line, anticipa alla Dire Jacopo Coghe, Vicepresidente di Pro Vita e Famiglia Onlus, “cercheremo di scendere un po’ nel pratico: vorremmo dare degli strumenti utili ai genitori nell’affrontare queste tematiche con i figli, sia tecnici che psicologici”.

A livello politico, continua, “ci aspettiamo un atto concreto, che è quello di un decreto attuativo per poter installare su tutti gli smartphone in vendita un parental control e nel caso l’acquirente fosse maggiorenne disattivarlo. La nostra proposta è che venga già pre-installato su tutti i device in modo tale da tutelare i nostri giovani in rete. Mi sembra una richiesta facile e semplice. Proprio in questi giorni negli Stati Uniti è stato detto che Facebook crea dei danni anche nei minori e uno Stato dovrebbe intervenire come quando si rende conto che il fumo fa male e lo limita, o quando obbliga all’uso della cintura di sicurezza in auto”.

Con il Covid, sottolinea l’esponente di Pro Vita e Famiglia Onlus, “molto spesso i nostri ragazzi, anche a causa della Dad, si sono trovati da soli di fronte ai device. La politica deve prendere atto di questa situazione e incentivare a un utilizzo consapevole di questi strumenti e aumentare i controlli della polizia postale. Quello che chiediamo alla politica è di rendere effettivi i decreti attuativi per il parental control su tutti i device per i nostri ragazzi”.

L’iper-sessualizzazione dei minori sui media, sottolinea Pro Vita, è diventata sempre più una vera e propria piaga internazionale. La sessualità viene spesso imposta ai minori su internet o sugli altri media in modo indebito (messaggi e stereotipi sessualizzati, pornografia, ecc.), oppure i minori vengono addirittura coinvolti in vicende sessuali pericolose e illecite (si pensi a fenomeni quali il revenge porn, l’adescamento o la pedopornografia).

Nicola Perrone – dire.it

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