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LEONE D’ORO ALATO DI SAN MARCO – OMAGGIO A VENEZIA – Unico per storia, identità e progetto. Un Premio che non imita nessuno

Il trofeo in marmo rosa veneziano con Leone in oro 24 carati premia personalità della cultura, della scienza e delle istituzioni. A Trastevere pranzo di gala con la Fondazione Area Cultura.

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4 min di lettura

LEONE D’ORO ALATO DI SAN MARCO – OMAGGIO A VENEZIA - Unico per storia, identità e progetto. Un Premio che non imita nessuno

Ci sono riconoscimenti che nascono per seguire una tradizione. Altri che cercano di assomigliare a qualcosa che esiste già. E poi ci sono premi che costruiscono, anno dopo anno, una propria storia, una propria immagine e una propria identità.

È questa la filosofia del Premio Internazionale “Leone d’Oro Alato di San Marco – Omaggio a Venezia”, istituito nel 2019 su iniziativa dello IASU – Istituto Accademico di Studi di livello Universitario / IASU Campus Ltd, presidente Prof. Gennaro Ruggiero, e nato con una finalità precisa: riconoscere e celebrare personalità che abbiano lasciato un segno concreto nella cultura, nella scienza, nella medicina, nell’arte, nell’imprenditoria, nelle istituzioni, nella ricerca, nella diplomazia e nell’impegno sociale.

Non una copia. Non un’alternativa. Un Premio con una propria identità

È importante dirlo con chiarezza.

Il Premio Internazionale “Leone d’Oro Alato di San Marco – Omaggio a Venezia” non è il Leone d’Oro della Biennale di Venezia, non è il Gran Premio Internazionale di Venezia e non intende presentarsi come loro emanazione, continuazione, alternativa o sostituto.

La sua storia è diversa.
La sua organizzazione è diversa.
Le sue finalità sono diverse.
Il suo progetto culturale è diverso.

Proprio per questo il Premio rivendica con orgoglio la propria autonomia e la propria denominazione completa: “Leone d’Oro Alato di San Marco – Omaggio a Venezia”, nome e progetto che IASU Campus Ltd dichiara depositati da anni nell’ambito della tutela internazionale del copyright.

Non si tratta, dunque, di “assomigliare” ad altri riconoscimenti. Si tratta di essere riconoscibili per ciò che si è.

Il Leone Alato appartiene alla storia di Venezia

Il Leone Alato di San Marco è uno dei grandi simboli della storia e dell’iconografia veneziana, presente da secoli nell’arte, nell’architettura e nella memoria della Serenissima.

Il Premio ne propone una propria interpretazione celebrativa, dichiaratamente espressa anche nel sottotitolo “Omaggio a Venezia”.

Il Leone diventa così metafora dei valori sui quali il riconoscimento è stato costruito: la forza, la conoscenza, la giustizia, la libertà, l’elevazione e la responsabilità verso la collettività.

Il libro richiama la sapienza e la forza della parola; la spada evoca la giustizia; le ali rappresentano l’elevazione del pensiero e dell’azione.

È quindi un simbolo assunto non per confondersi con altre manifestazioni, ma per rendere omaggio alla grande eredità culturale veneziana attraverso un progetto autonomo.

Un trofeo importante anche nella materia

A rendere immediatamente riconoscibile il Premio è anche il suo trofeo.

Non una semplice statuetta, ma un’opera celebrativa dal peso di circa tre chilogrammi, realizzata con marmo rosa veneziano e impreziosita dal Leone Alato con finitura in oro 24 carati.

Materia, peso e simbolismo concorrono a trasmettere un concetto preciso: il riconoscimento deve rappresentare qualcosa destinato a rimanere.

Ogni esemplare vuole essere la testimonianza fisica di un percorso professionale e umano meritevole di essere ricordato.

Dal 2019, una storia che continua

Nel corso degli anni il Premio ha progressivamente ampliato il proprio orizzonte, coinvolgendo esponenti del mondo accademico, scientifico, medico, artistico, culturale, imprenditoriale, professionale, istituzionale e diplomatico.

Alla base rimane un principio semplice ma esigente: premiare il merito.

Non soltanto la notorietà, quindi, ma percorsi, risultati, competenze, autorevolezza, impegno sociale, capacità di innovare e contributo offerto alla comunità.

È proprio questa trasversalità a rappresentare una delle caratteristiche del Premio: far incontrare mondi apparentemente differenti sotto un unico denominatore, quello dell’eccellenza al servizio della società.

19 SETTEMBRE 2026: IL LEONE TORNA A RUGGIRE

La nuova cerimonia del Premio Internazionale “Leone d’Oro Alato di San Marco – Omaggio a Venezia” si terrà sabato 19 settembre 2026 a Roma, nella suggestiva cornice dell’Hotel Ripa Roma, nel cuore di Trastevere, con la collaborazione fattiva della Fondazione Area Cultura, presieduta dalla splendida Dr.ssa Angelica Loredana Anton.

Sarà una giornata costruita nella formula del pranzo di gala con cerimonia di premiazione e spettacolo, durante la quale verranno celebrati protagonisti provenienti da differenti settori della società.

Roma accoglierà così un Premio che porta Venezia nel proprio simbolo e nel proprio omaggio culturale, ma che possiede una storia organizzativa indipendente e una vocazione internazionale.

Il nome è la sua dichiarazione d’identità

Leone d’Oro Alato di San Marco – Omaggio a Venezia.

Ogni parola contribuisce a definirne il progetto.

Leone, come forza.
Alato, come capacità di elevarsi.
San Marco, come richiamo a una delle più straordinarie tradizioni della civiltà veneziana.
Omaggio a Venezia, perché Venezia non viene utilizzata come semplice scenario, ma celebrata come patrimonio culturale universale.

Dal 2019 questa è la sua identità.

Ed è proprio la sua identità a rappresentare la risposta più netta a qualsiasi possibile confusione: non vuole essere la copia di nessuno, non pretende di sostituire nessuno e non ha bisogno di essere paragonato ad altri premi.

Il Premio Internazionale “Leone d’Oro Alato di San Marco – Omaggio a Venezia” vuole essere semplicemente se stesso.

Unico nel progetto. Autonomo nella storia. Internazionale nella vocazione. Prestigioso nel simbolo.

E il 19 settembre 2026, a Roma, il Leone Alato tornerà a celebrare coloro che hanno saputo trasformare talento, conoscenza, responsabilità e impegno in valore per la società.

Ospiti speciali, con la loro musica, la band dei Poveri ma Belli.

REDAZIONE

Ecco gli assegnatari del Premio:

 

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