In Russia si sono aperte le votazioni per il rinnovo dei 450 seggi della Duma di Stato e per diverse altre cariche elettive. Le operazioni di voto, avviate nelle regioni orientali della Kamchatka e della Chukotka, interessano un bacino di oltre 111 milioni di elettori residenti attraverso gli 11 fusi orari del Paese, compresi i territori della Crimea. Per favorire l’affluenza, le autorità hanno deciso di estendere le consultazioni a un intero fine settimana, con la chiusura definitiva dei seggi prevista per domenica alle ore 18. Contestualmente, le rilevazioni della Commissione elettorale indicano una notevole adesione al voto elettronico a distanza, che ha registrato oltre un milione di preferenze espresso nei primi momenti della consultazione, modalità impiegata anche dal presidente Vladimir Putin dal proprio ufficio al Cremlino.
Il contesto politico vede una sostanziale assenza di un’opposizione strutturata. Il partito di maggioranza Russia Unita punta a confermare il proprio saldo controllo sulla camera bassa, affiancato da partiti minori della cosiddetta opposizione sistemica, tradizionalmente allineati con le posizioni governative. Sul fronte elettorale, il sistema prevede una modalità mista: metà dei seggi viene assegnata tramite liste di partito e l’altra metà attraverso collegi uninominali. Le forze critiche verso il governo risultano ampiamente escluse; in particolare, il partito liberale Yabloko è stato estromesso dalla competizione a livello nazionale della Corte Suprema, mantenendo una presenza marginale ridotta a poche decine di candidati singoli, mentre diverse figure pacifiste si trovano attualmente detenute o all’estero.
Eliza Anton
