situazione al 26esimo giorno di conflitto
L’Escalation Militare
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Attacchi Iraniani: Le Guardie Rivoluzionarie (Pasdaran) hanno lanciato missili di precisione e droni contro Israele e contro basi USA in Kuwait, Giordania e Bahrein. Rivendicato anche un attacco missilistico contro la portaerei USS Abraham Lincoln.
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Risposta di Israele: L’aviazione israeliana (IDF) ha intensificato i raid, colpendo a Teheran e Isfahan centri di produzione di missili navali, droni e sottomarini. Il ministro della Difesa Katz ha approvato nuovi obiettivi in Iran e Libano.
- Mosse degli Stati Uniti: Il Pentagono ha ordinato l’invio di 2.000 paracadutisti in Medio Oriente per fornire al Presidente Trump opzioni militari (inclusa una possibile invasione di terra), pur continuando a cercare una via diplomatica.
Il Bilancio e le Reazioni Internazionali
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Perdite USA: Il Comando Centrale riporta 13 militari uccisi e circa 290 feriti dall’inizio delle ostilità.
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Allarme ONU: L’Alto Commissario Turk avverte del rischio di una “catastrofe senza precedenti” a causa dei combattimenti vicino ai siti nucleari.
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Paesi del Golfo: Arabia Saudita e Qatar condannano gli attacchi iraniani sui loro territori, dichiarandosi estranei al conflitto e chiedendo che lo Stretto di Hormuz non venga usato come strumento di ricatto economico.
Il Muro contro Muro Diplomatico
Nonostante i tentativi di mediazione del Pakistan per un incontro nel weekend, le posizioni sono totalmente opposte:
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La posizione USA (Piano in 15 punti): Washington offre un allentamento delle sanzioni e cooperazione nucleare civile, ma pretende in cambio lo stop ai missili iraniani e il libero passaggio nello Stretto di Hormuz.
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La risposta dell’Iran (5 condizioni): Teheran ha respinto il piano definendolo “una menzogna”. Chiede invece la fine totale delle operazioni militari, il pagamento dei danni di guerra e il diritto esclusivo di gestire (e tassare) lo Stretto di Hormuz.
L’Iran afferma che “la guerra finirà quando lo decideremo noi” e nega che ci siano trattative in corso, accusando gli USA di aver tradito la diplomazia in passato.
Gli USA considerano le richieste iraniane “ridicole e irrealistiche”, definendole pretese da chi non vuole davvero la pace.
Eliza Anton
