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Esteri

Intercettazione della flottiglia “Global Sumud”: tensioni e reazioni diplomatiche

Israele sostiene che l'iniziativa fosse organizzata da Hamas; gli organizzatori denunciano un abbordaggio in acque internazionali. Roma chiede la liberazione degli italiani, Ankara parla di azione illegale.

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Intercettazione della flottiglia "Global Sumud": tensioni e reazioni diplomatiche

La Marina israeliana ha intercettato 22 delle 58 imbarcazioni della “Global Sumud Flotilla” al largo delle coste greche, procedendo all’arresto di circa 175 attivisti. Le navi, salpate da vari porti europei (Marsiglia, Barcellona e Siracusa), erano dirette verso la Striscia di Gaza con l’intento di rompere il blocco navale israeliano.

La posizione di Israele: Il Ministero degli Esteri israeliano ha confermato il fermo degli attivisti, attualmente in trasferimento verso Israele. Il governo ha giustificato l’azione sostenendo che l’iniziativa fosse organizzata da Hamas sotto l’egida di una missione umanitaria. Sono state inoltre segnalate operazioni di sequestro di materiali a bordo (definiti dal governo come “preservativi e droga”) e l’applicazione di sanzioni contro la campagna di finanziamento dell’organizzazione.

La posizione degli attivisti: Gli organizzatori denunciano che l’intercettazione sia avvenuta in acque internazionali, definendo l’operazione una violazione del diritto internazionale. Sono state riportate testimonianze di metodi coercitivi durante l’abbordaggio, inclusi l’uso di puntatori laser e la minaccia con armi d’assalto.

L’intervento ha provocato immediate reazioni diplomatiche:

  • Il Governo italiano, al termine di un vertice a Palazzo Chigi, ha chiesto la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti, ribadendo la richiesta di pieno rispetto del diritto internazionale.
  • Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha condannato l’intervento, etichettandolo come illegale.
  • Il leader del Partito Comunista francese, Fabien Roussel, ha sollecitato l’intervento del Ministero degli Affari Esteri per ottenere il rilascio dei cittadini francesi fermati.

  • ONU: Francesca Albanese, relatrice speciale sui diritti umani nei territori palestinesi, ha duramente criticato il sequestro delle navi in acque internazionali, definendolo un atto che dovrebbe sollevare un caso diplomatico in tutta Europa.

Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza – ritenuti attendibili dalle Nazioni Unite – dall’inizio dell’offensiva israeliana successiva al 7 ottobre 2023, si contano 72.594 vittime palestinesi e 172.404 feriti. Tra i dati più drammatici, le Nazioni Unite stimano che oltre 38.000 tra donne e ragazze siano state uccise tra l’ottobre 2023 e il dicembre 2025. Nonostante il fragile cessate il fuoco entrato in vigore lo scorso ottobre, che ha visto oltre 820 vittime ulteriori, l’esercito israeliano mantiene il controllo di oltre la metà del territorio costiero, rendendo l’accesso agli aiuti umanitari — fondamentali per contrastare le gravissime carenze di cibo, acqua, medicinali e carburante — estremamente limitato.

Eliza Anton

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