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Vannacci a Futuro Nazionale: le posizioni su femminicidio, remigrazione e demografia

Il leader annuncia 100 mila tessere, l'allargamento dell'Assemblea nazionale a 120 membri e le Avanguardie Futuriste, e cita De André per rispondere alle critiche delle opposizioni.

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Vannacci a Futuro Nazionale: le posizioni su femminicidio, remigrazione e demografia

A conclusione dell’Assemblea costituente di Futuro Nazionale, il leader Roberto Vannacci ha delineato la linea programmatica del movimento partendo da una netta presa di posizione sui temi del diritto penale e dei diritti civili. Interpellato dai cronisti, l’ex generale ha espresso la propria totale contrarietà all’introduzione e all’uso della fattispecie giuridica del femminicidio, affermando testualmente che “uomini e donne sono uguali e quindi non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere soggetti alle stesse norme e regole”. Secondo la tesi presentata alla stampa, “non esiste il femminicidio perché un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o lo subisce”, individuando in questa uguaglianza assoluta l’unica vera parità di genere e specificando, con una formula diretta, che “una posizione di lavoro si guadagna per merito e non in base a cosa uno ha sotto le mutande”. Di fronte alle contestazioni dei giornalisti, Vannacci ha ribadito la posizione ufficiale del partito specificando di essere “contrario al femminicidio” poiché esso configura “un omicidio come tutti gli altri ed è caratterizzato da circostanze aggravanti e attenuanti come tutti gli omicidi e atti criminali che avvengono”, concludendo che non vi è alcuna necessità di una norma specifica e che l’idea di graduare la gravità di un reato in base alla vittima rappresenta “un’assurdità” che “serve a fare il lavaggio del cervello alla cittadinanza“ anziché rispondere alla reale funzione del diritto penale.

Linea della tolleranza zero, sicurezza e il programma di remigrazione

Il focus dell’intervento si è poi spostato sulla gestione dell’ordine pubblico, dove il segretario di Futuro Nazionale ha invocato la linea della tolleranza zero contro i reati violenti e predatori, dichiarando che “per uccidere, per rubare e stuprare nessuna libertà ma solo carceri”. Nel manifestare pieno sostegno alle forze dell’ordine, Vannacci ha polemizzato con gli esponenti della sinistra accusati di aver denigrato gli agenti definendoli “pagliacci mangiaciambelle a Torino”, e ha proposto il dispiegamento delle pattuglie per il “rastrellamento delle metastasi di criminalità che si stanno creando in certi quartieri delle città più belle d’Italia”.

Sul fronte dei flussi migratori, il leader ha chiarito che l’immigrazione non trova spazio nell’agenda del partito, sostituita da un programma di “remigrazione” finalizzato a ripristinare un’omogeneità culturale che definisce già compromessa, sostenendo che “la sovrapposizione di civiltà e cultura diverse genera soggetti schizofrenici” e riassumendo l’obiettivo nello slogan “l’Italia agli italiani”. Questo impianto teorico è stato strettamente collegato all’emergenza demografica del 2025, anno in cui si sono registrati appena 355 mila nati; un dato che ha spinto l’ex generale ad affermare che “oggi il Panda è il bambino italiano” e che “l’italiano è in estinzione”, respingendo l’inserimento di minori stranieri e denunciando i vecchi pamphlet dell’Onu relativi a una presunta immigrazione di sostituzione.

Struttura del movimento e riferimenti culturali territoriali

La parte finale dell’Assemblea ha riguardato il consolidamento organizzativo della struttura di Futuro Nazionale, che ha dovuto far fronte a un boom di adesioni con la produzione di 100 mila tessere a fronte delle 15 mila inizialmente stimate. Oltre all’approvazione per acclamazione dell’allargamento dell’Assemblea nazionale a 120 membri, Vannacci ha annunciato il lancio delle Avanguardie Futuriste, presidi territoriali destinati a promuovere lo sport e le iniziative culturali del movimento. Nel rispondere alle critiche delle opposizioni che avevano etichettato il partito come feccia, il leader ha voluto citare Fabrizio De André ricordando che “dai diamanti non nasce niente e dal letame nascono i fiori”, definendo la propria formazione come la speranza dell’Italia vera e scegliendo infine il brano “Futura” di Lucio Dalla come colonna sonora e manifesto ideale delle future attività del partito sul territorio nazionale.

Eliza Anton

 

 

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