Andy Burnham è ufficialmente il nuovo primo ministro britannico, dopo aver accettato formalmente l’incarico di formare un nuovo governo conferitogli da re Carlo III a Buckingham Palace. Il passaggio di consegne è avvenuto in seguito alle dimissioni formali di Keir Starmer, che ha preceduto Burnham al Palazzo reale. Nel suo primo discorso a Downing Street, il neo premier ha ammesso con franchezza gli errori passati del partito, esortando il Paese a ritrovare la speranza, ed è diventato così il settimo premier dalla Brexit, in una successione di leadership iniziata nel luglio 2016 con le dimissioni di David Cameron.

Davanti ai media, Burnham ha annunciato l’intenzione di presentare un piano decennale per la Gran Bretagna, escludendo categoricamente il ricorso a nuove elezioni generali in virtù della legittimità garantita dalla maggioranza parlamentare alla Camera dei Comuni. Il primo ministro ha confermato la propria fedeltà al manifesto laburista del 2024, pur preannunciando l’introduzione di importanti e audaci cambiamenti strutturali. Sul fronte dell’opposizione, la leader dei Conservatori Kemi Badenoch ha offerto una collaborazione condizionata, dichiarandosi pronta a sostenere l’esecutivo solo a patto di una riduzione della spesa per il welfare, del ripristino delle licenze per gas e petrolio e dell’esclusione di nuovi aumenti delle tasse.

Le prime sfide politiche per Burnham si concentrano sul rimpasto e sui nodi del Cancelliere dello Scacchiere, la cui nomina delineerà gli obiettivi economici del governo. Per il posto chiave del ministero delle Finanze sono in corsa l’attuale ministro dell’Energia Ed Miliband, considerato il favorito dai media ma criticato dal mondo imprenditoriale per la sua eccessiva indipendenza, e la ministra dell’Interno Shabana Mahmood, ritenuta una figura più controllabile. L’assegnazione dei dicasteri potrebbe vedere lo spostamento di Rachel Reeves e il possibile trasferimento di Miliband agli Esteri al posto di Yvette Cooper. Tra le poche certezze dell’esecutivo figura invece il ritorno di Angela Rayner: l’ex vicepremier, precedentemente dimessasi a causa di polemiche personali, è in lizza per i ministeri della Salute o dell’Istruzione, sebbene mantenga un forte interesse per la sua precedente guida all’Edilizia abitativa e alle Comunità.

Eliza Anton