Il femminicidio di Lorena Isceri, la quarantacinquenne rapita e uccisa a Firenze, vede cruciali sviluppi sia sul piano delle indagini giudiziarie sia sul fronte della risposta della comunità.

Gli esiti autoptici e la dinamica dell’agguato

Dai primi riscontri dell’esame autoptico e dalle registrazioni telefoniche emerse, Lorena Isceri era ancora in vita quando l’ex fidanzato, Federico Vella, l’ha gettata da un viadotto dell’autostrada A1 nei pressi di Barberino di Mugello. L’avvocato della famiglia, Cosimo Miccoli, ha confermato come nella telefonata di 19 minuti effettuata dalla donna si percepiscano i momenti in cui l’uomo apre il bagagliaio dell’auto in cui l’aveva sequestrata dopo averla percosse e bloccata nel parcheggio condominiale di via Panciatichi.

L’ipotesi della premeditazione e le indagini

Gli investigatori della Squadra mobile stanno vagliando l’ipotesi di premeditazione. Vella era stato avvistato nei giorni precedenti vicino all’abitazione della vittima. Tra gli elementi acquisiti figurano del nastro adesivo applicato per manomettere la fotocellula del cancello, uno scontrino d’acquisto della mattina stessa e materiale rinvenuto nella vettura, tra cui fascette, forbici, un martello e un telo. L’inchiesta sta inoltre analizzando la progressione persecutoria dell’uomo e i precedenti episodi di violenza riferiti dai familiari della vittima, tra cui minacce con armi da taglio emersa dopo la decisione della donna di interrompere la relazione.

La mobilitazione cittadina e il ricordo

La città di Firenze si è stretta attorno alla famiglia con un presidio in via Panciatichi che ha visto la partecipazione di oltre mille persone, della sindaca Sara Funaro e delle sindache di Bergamo e Perugia, Elena Carnevali e Vittoria Ferdinandi. Durante la manifestazione si è tenuto il commosso saluto della madre della vittima alla folla. Contestualmente, anche il comune salentino di Squinzano, paese d’origine di Lorena Isceri guidato dal sindaco Mario Pede, ha promosso una fiaccolata e iniziative di sensibilizzazione nelle scuole in attesa della celebrazione dei funerali.

Eliza Anton