Ripresa dei raid aerei su Kiev e la reazione ucraina
Nelle prime ore della notte, la capitale ucraina è stata investita da forti esplosioni causate da raid russi che hanno provocato la morte di almeno due persone e il ferimento di altre sette nei distretti periferici di Boryspil e Fastiv. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha condannato l’attacco sottolineando come il lancio di missili balistici sia avvenuto subito dopo la partenza della delegazione americana. Sybiha ha sollecitato i Paesi alleati a velocizzare la fornitura di sistemi di difesa aerea e a seguire il modello tedesco disponendo la chiusura delle “Case russe” sul territorio europeo.
Controffensiva di Kiev e la riposta russa
Sul versante opposto, un attacco con droni condotto dalle forze ucraine ha colpito la regione russa di Saratov. Come confermato dal governatore locale Roman Busargin e dall’agenzia Tass, l’incursione ha causato il danneggiamento di alcune strutture civili e il ferimento di diversi cittadini, attivando i protocolli d’emergenza della regione.
I nuovi aiuti finanziari e militari dell’Occidente
In risposta all’escalation, il governo del Regno Unito ha annunciato uno stanziamento di 100 milioni di sterline (circa 116,5 milioni di euro) per la fornitura anticipata di missili Patriot, munizioni e droni attraverso i canali NATO. Contestualmente, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il segretario generale della NATO Mark Rutte hanno accolto con favore l’accordo tra gli Stati membri dell’UE per una deroga normativa che sbloccherà un’ulteriore erogazione di 3,2 miliardi di euro, destinati all’acquisto di equipaggiamenti per la difesa aerea da parte di Kiev.
La posizione di Mosca sui colloqui con gli USA
Parallelamente alle dinamiche sul campo, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha fornito dettagli sui colloqui svolti a Mosca tra Vladimir Putin e gli inviati americani. Secondo Lavrov, le discussioni si fondano sui principi delineati dalla posizione del presidente statunitense Donald Trump, che prevedono l’esclusione definitiva di un’adesione dell’Ucraina alla NATO e la necessità di prendere atto della “realtà sul terreno” dal punto di vista territoriale.
Eliza Anton
