I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno esteso in modo significativo la propria influenza lungo la costa yemenita del Mar Rosso con la conquista delle isole di Piccola Hanish, Grande Hanish e Mayyun (nota anche come Perim), sottratte al controllo delle forze del governo legittimo. L’occupazione di questi avamposti strategici nel tratto di Bab el-Mandeb segna la caduta dell’ultimo presidio filogovernativo sulla costa occidentale e consolida il dominio del gruppo sul canale che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden.
Sul piano della sicurezza marittima, esponenti della milizia come Hazam al-Assad e il portavoce Yahya Saree hanno assicurato che la libertà di navigazione nello stretto resta garantita per tutte le merci internazionali senza imposizione di dazi, ad eccezione del traffico navale saudita, al quale è stato esplicitamente vietato il transito. Contestualmente, da Teheran, il primo vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref ha celebrato i successi territoriali del gruppo come “vittorie dell’eroica nazione dello Yemen”, invocando l’unità dei Paesi della regione.
A livello internazionale e militare, fonti statunitensi citate da Axios riferiscono che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha respinto la richiesta del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman di condurre un’azione militare diretta contro i ribelli. Nonostante il rifiuto americano, l’Arabia Saudita ha avviato una controffensiva condotta con raid aerei contro le posizioni Houthi a Mocha e sul locale aeroporto, per supportare la reazione di terra delle forze armate yemenite.
Eliza Anton
