Le indagini sui gravi disordini avvenuti al cantiere della Torino-Lione a Chiomonte, in Val di Susa, hanno registrato una svolta con il fermo da parte della Polizia di Torino di quattro antagonisti stranieri riconducibili al cosiddetto Blocco Nero, ritenuti responsabili degli scontri. Contestualmente, la Procura torinese ha aperto un fascicolo d’inchiesta con l’ipotesi di reato di devastazione, mentre i controlli delle forze dell’ordine sul territorio hanno portato all’identificazione di oltre 800 persone legate al campeggio del festival Alta Felicità, al sequestro di ordigni artigianali, molotov e materiale pirotecnico, e all’emissione di fogli di via, divieti di accesso ed espulsioni alla frontiera.
Nel corso di una visita al cantiere danneggiato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accompagnata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha definito gli attacchi come violenza organizzata e premeditata, sottolineando che uno Stato non può tollerare simili atti di aggressione. La premier ha espresso piena solidarietà ai 120 operatori delle forze dell’ordine rimasti feriti e vicinanza agli operai e alle imprese impegnati nella realizzazione dell’infrastruttura, ribadendo la determinazione del governo ad assicurare i responsabili alla giustizia e confermando che le istituzioni non intenderanno indietreggiare nel garantire la prosecuzione dei lavori.
Eliza Anton
