L’avvicendamento ai vertici della difesa in Ucraina rappresenta una profonda riorganizzazione delle strutture di comando del Paese, decisa dal presidente Volodymyr Zelensky in un contesto di accese tensioni politiche interne. Il capo dello Stato ha disposto il licenziamento del comandante in capo Oleksandr Syrskyi, figura legata alla gestione difensiva e all’operazione nella regione di Kursk dell’estate 2024, per affidare la guida delle forze armate al generale Mykhailo Drapatyi. La scelta di Drapatyi, ufficiale di carriera popolare tra le truppe e già distintosi nei combattimenti in Donbass dal 2014, risponde alla necessità di intraprendere una radicale riorganizzazione della struttura militare orientata alla modernizzazione.

La decisione giunge all’indomani delle ampie proposte e manifestazioni di protesta a Kiev scatenate dalla precedente rimozione di Mykhailo Fedorov dal Ministero della Difesa. Il forte malcontento popolare e di piazza ha indotto Zelensky a fare un passo indietro, offrendo a Fedorov una posizione di rilievo nel governo per consentirne il reintegro. Il riassetto segna al contempo l’affermazione della linea riformatrice sostenuta dall’asse tra Fedorov e Drapatyi, focalizzata sull’adozione di tecnologie moderne nell’esercito, superando la linea più conservatrice incarnata dalla precedente leadership militare di Syrskyi.

Eliza Anton