Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha espresso la posizione ufficiale della Presidenza russa in merito al ruolo degli Stati Uniti nel conflitto in corso, evidenziando quello che ha definito un dualismo nella posizione di Washington. Mosca si dichiara pienamente consapevole del fatto che le forniture statunitensi di armi e tecnologie militari avanzate all’esercito di Kiev, inclusi i sistemi di difesa missilistica Patriot, siano in pieno svolgimento e che il presidente Vladimir Putin segua la situazione senza alcuna illusione. Ciononostante, il Cremlino sottolinea una netta differenza di approccio tra la Casa Bianca e i governi del vecchio continente: secondo la dirigenza russa, a differenza delle cancellerie europee, gli Stati Uniti manterrebbero l’intenzione di favorire l’avvio di un concreto processo di pace per giungere a una risoluzione pacifica delle ostilità. Questa attitudine diplomatica viene definita sincera e accolta con favore dalle autorità russe, al netto dei possibili errori di valutazione attribuiti a Washington.
Parallelamente alle dichiarazioni politiche, lo scenario bellico fa registrare una nuova e intensa attività sul campo. Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha rivendicato una massiccia operazione militare notturna condotta nelle acque del Mar d’Azov. Secondo i rapporti diffusi da Kiev tramite i propri canali ufficiali, le forze ucraine hanno preso di mira e colpito 12 petroliere russe, un rimorchiatore e una nave da carico a secco. Le unità navali colpite, in base alla ricostruzione fornita dall’esercito ucraino, svolgevano un ruolo logistico cruciale all’interno del dispositivo militare di Mosca, venendo impiegate sia per il rifornimento di carburante e prodotti derivati destinati al contingente di terra della Federazione Russa, sia per garantire l’esportazione di vettori energetici al di fuori dei regimi sanzionatori internazionali, garantendo così una delle principali fonti di finanziamento dello sforzo bellico russo.
Ad integrazione dei danni causati alla flotta mercantile nel bacino marittimo, l’offensiva di Kiev ha esteso il proprio raggio d’azione direttamente sul suolo russo. Fonti giornalistiche internazionali, tra cui il quotidiano The Kyiv Independent, e diverse piattaforme informative locali su Telegram hanno confermato un’ampia ondata di incursioni condotte per mezzo di droni ucraini. Gli attacchi aerei della notte si sono concentrati in modo selettivo contro le infrastrutture energetiche nemiche, riuscendo a colpire diversi depositi di petrolio situati in differenti regioni della Federazione Russa, nel quadro della strategia ucraina volta a logorare le capacità di stoccaggio e la catena di approvvigionamento logistico-energetico delle forze d’occupazione.
Eliza Anton
