La Procura di Bologna ha iscritto sei persone nel registro modello 45-bis per fare luce sulla morte di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne deceduto nel rione Pilastro durante un intervento delle forze dell’ordine. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Domenico Ambrosino e volta ad accertare l’ipotesi di omicidio colposo, vede coinvolti due poliziotti del commissariato Bolognina-Pontevecchio e quattro sanitari del 118. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe dato in escandescenze nel cortile di via Svevo, scagliandosi contro la serranda di un garage e l’auto di un residente, spingendo i cittadini a richiedere l’intervento del 113 per un soggetto in crisi psichiatrica. Gli agenti intervenuti, dopo aver subito danni alla volante, avrebbero utilizzato lo spray al peperoncino e immobilizzato l’uomo a terra a faccia in giù per alcuni minuti prima del decesso, presumibilmente causato da un arresto cardiocircolatorio, mentre i sanitari sarebbero intervenuti solo a morte avvenuta. Gli inquirenti hanno già acquisito i video dei residenti e i filmati delle bodycam della polizia, in attesa dell’assegnazione dell’autopsia che stabilirà l’origine delle ferite riscontrate sul volto e sulla testa della vittima.
Il procuratore capo di Bologna, Paolo Guido, ha specificato che l’apertura del procedimento si basa sull’esame dei primi atti e che gli accertamenti valuteranno l’intero sviluppo degli eventi, di estensione temporale più ampia rispetto al filmato circolato in rete. Il caso rappresenta uno dei primi utilizzi in Italia del modello 45-bis, il nuovo registro di annotazione preliminare introdotto dal recente Decreto sicurezza (dl 24 febbraio 2026 n. 23). Questa misura evita l’automatica iscrizione nel registro degli indagati per il personale delle forze dell’ordine qualora il presunto reato appaia commesso in presenza di una causa di giustificazione, come l’uso legittimo delle armi o l’adempimento del dovere, affiancando alla tutela legale un fondo statale fino a 10.000 euro per le spese giudiziarie degli operatori.
Nel frattempo, la vicenda ha suscitato forti reazioni sociali e istituzionali: il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha indetto una manifestazione in Piazza del Nettuno per chiedere verità e giustizia, iniziativa sostenuta dalla Cgil di Bologna che ha proclamato uno sciopero di due ore per permettere l’adesione dei lavoratori, affiancata nelle dichiarazioni di condanna e sconcerto dai vertici locali di Anpi e Arci.
Eliza Anton
