La follia megalomane di Luigi De Nagistris non conosce vergogna. Afferma che i giudici che lo hanno condannato, “giustamente”, nell’ambito dell’inchiesta “Why not”, si devono vergognare.
Ha dimenticato di quanta vergogna egli stesso si è macchiato quando era magistrato accusando ingiustamente tanta gente perbene.
De Magistris si deve dimettere e farebbe meglio ad emigrare. Ha buttato una città ancor più nella palude di prima, per non parlare delle magagne del fratello che deve ancora spiegare tante cose sui soldi spesi per inutili feste e festini tipiche dei peggiori Borboni che solo questo davano ai napoletani. Le famose “3 F” : feste, farina e forca.
La legge Severino deve essere applicata anche a De Magistris, come lo è stato per il Cavaliere.
Forte la reazione del “clan” che si fa chiamare Associazione Nazionale Magistrati, di cui egli stesso ne faceva parte, e che tante volte ha tuonato contro Silvio: “Le espressioni usate vanno ben oltre i limiti di una legittima critica a una sentenza, perchè esprimono disprezzo verso la giurisdizione”, ha dichiarato il presidente dell’ANM, definendo “gravi e offensive” le parole dell’ormai ex sindaco sui giudici del Tribunale di Roma, “tanto più inaccettabili poichè provenienti da un uomo delle istituzioni”. E “Louigino” (come il boss Giuliano): “Non ho fatto dichiarazioni nei confronti della magistratura ma nei confronti della sentenza che ho diritto di giudicare inaccettabile, grave, intrisa di violazioni di legge e vergognosa”. E continua: “L’Anm ha diritto di censurarmi” ma tra i magistrati “ci sono anche fior di delinquenti che non applicano la legge nel rispetto della Costituzione.
Quando lo dicevamo noi, me compreso che ho subito il martirio di un magistrato malato mentale, noi eravamo da arresto.
Il Presidente del Senato, tutti i partiti chiedono le dimissioni di De Magistris, e se non lo fa il Prefetto applichi subito la legge. Tanto prima lo fa meglio è, anche perché Luigi De Magistris è incapace di governare.
E si torni subito a votare, a Napoli.
Deve fare la fine di Robespierre, è quello che meritano tutti gli infami.
Gennaro Ruggiero
