Dopo i picchi registrati la scorsa settimana, i prezzi del greggio mostrano oggi un lieve calo in una sessione caratterizzata da scambi ridotti per le festività e l’attesa per l’esito dei colloqui tra Washington e Teheran.

Quotazioni attuali: Il Brent scende dello 0,68% attestandosi a 108,08 dollari al barile, mentre il WTI cede l’1,60% scendendo a 109,77 dollari.

Contesto: Gli analisti considerano queste oscillazioni poco significative poiché limitate alle contrattazioni asiatiche. Tuttavia, il mercato resta in allerta dopo l’impennata di giovedì scorso, che ha visto il WTI crescere dell’11% (il più grande aumento in termini assoluti dal 2020).

Il cartello dei produttori (OPEC+) ha stabilito una nuova linea d’azione per tentare di stabilizzare l’offerta, pur con forti riserve sulla fattibilità tecnica degli aumenti.

Aumento delle quote: È stato concordato un incremento della produzione pari a 206.000 barili al giorno a partire dal 1° maggio.

Ostacoli strutturali: La decisione rischia di rimanere teorica. Arabia Saudita, Russia e altri sei membri hanno avvertito che molti impianti energetici sono stati danneggiati dalla guerra in corso. Il ripristino di tali infrastrutture è considerato “estremamente costoso” e richiederà tempi lunghi.

L’attenzione degli investitori rimane fissa sul dialogo tra Stati Uniti e Iran. Un eventuale allentamento delle tensioni o un accordo sullo Stretto di Hormuz potrebbe reintrodurre volumi significativi di greggio iraniano sul mercato globale, agendo da calmiere sui prezzi.

Al contrario, il protrarsi del conflitto e i danni ai siti petrolchimici e petroliferi continuano a alimentare il premio al rischio sulle quotazioni.

 

ELiza Anton