Dopo oltre un mese di conflitto, Stati Uniti e Iran si preparano a negoziare sotto la mediazione del Pakistan. L’obiettivo del vertice è consolidare il fragile cessate il fuoco attuale in una pace stabile, sebbene l’organizzazione dell’evento sia avvolta da strette misure di sicurezza e incertezze logistiche.

La capitale pakistana, Islamabad, è stata trasformata in una zona ad alta sorveglianza con posti di blocco e schieramenti militari. L’Hotel Serena, situato nella “zona rossa”, è stato sgomberato dagli ospiti, suggerendo che possa essere la sede dei colloqui. Nonostante i preparativi, la data esatta d’inizio e l’agenda degli arrivi non sono ancora state ufficializzate.

 

Il confronto si preannuncia complesso a causa di visioni profondamente distanti:

Proposta USA (15 punti): Focus sul controllo dell’uranio arricchito, sulla limitazione dei missili balistici iraniani, sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e sul progressivo allentamento delle sanzioni.

Proposta Iraniana (10 punti): Richiesta del controllo dello Stretto (con pedaggi per il transito), cessazione totale delle operazioni militari regionali e revoca immediata delle sanzioni.

Un ostacolo critico è rappresentato dalla situazione in Libano. Teheran, tramite il presidente Massoud Pezeshkian, ha avvertito che i continui attacchi israeliani contro Hezbollah rendono i negoziati “privi di significato”. Da parte americana, il vicepresidente J.D. Vance ha ipotizzato un possibile “malinteso” tra le parti riguardo l’estensione territoriale della tregua.

Le delegazioni e il formato

Si tratta del confronto bilaterale di più alto livello dal 2015.

Delegazione USA: Guidata dal vicepresidente J.D. Vance, include l’inviato Steve Witkoff e Jared Kushner.

Delegazione Iraniana: Non ancora ufficiale, ma si attende la presenza del Presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.

I colloqui si svolgeranno in forma indiretta. Le due delegazioni risiederanno in stanze separate e la comunicazione sarà garantita da un “servizio navetta” gestito dagli intermediari pakistani.

 

Eliza Anton