Le prospettive di una distensione diplomatica tra Washington e Teheran rimangono subordinate al soddisfacimento dei requisiti economici e strategici fissati dalla Casa Bianca. In un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente americano Donald Trump ha chiarito che l’esecutivo sottoscriverà unicamente un buon accordo per gli Stati Uniti, confermando l’esistenza di fitti colloqui ma ribadendo che l’obiettivo finale resta una trattativa vantaggiosa per gli interessi nazionali.

Le dichiarazioni presidenziali si inseriscono nel contesto dei negoziati relativi a un memorandum d’intesa preliminare di 60 giorni, redatto per prolungare il cessate il fuoco e avviare il confronto sul programma nucleare.

Tuttavia, come confermato dal vicepresidente J.D. Vance e dal segretario al Tesoro Scott Bessent, sulla bozza manca ancora la firma del presidente americano. I nodi principali che frenano il via libera definitivo riguardano la precisa formulazione del testo, il rispetto delle “linee rosse” statunitensi e, nello specifico, il disaccordo sulle scorte di uranio arricchito dell’Iran, nonostante i progressi finora registrati e la volontà comune di ripristinare la libera navigazione commerciale.


La contrapposizione sullo Stretto di Hormuz e le smentite militari

Parallelamente ai canali diplomatici, il clima politico è alimentato da scambi polemici sulla gestione delle rotte marittime strategiche e sulle operazioni militari nel Golfo Persico.

Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione iraniana per la Sicurezza nazionale e la politica estera, ha rivendicato con fermezza la sovranità di Teheran sulla regione, dichiarando che le forze della Repubblica Islamica mantengono il pieno controllo sullo Stretto di Hormuz e costringono i vascelli internazionali a richiedere autorizzazioni e a corrispondere pedaggi sotto la guida dei Pasdaran.

L’esponente iraniano ha inoltre liquidato i tentativi di intervento americani come fallimentari. Sul piano prettamente militare, la tensione resta elevata anche a causa della guerra d’informazione tra i due blocchi: il Comando centrale statunitense (Centcom) è intervenuto ufficialmente per smentire le ricostruzioni della stampa di Teheran circa la presunta perdita di un velivolo a pilotaggio remoto, definendo come del tutto falsa la notizia del drone Usa abbattuto nei pressi della località di Bushehr e confermando l’integrità di tutti i mezzi aerei schierati nel quadrante.

Eliza Anton