Lutto nel panorama della canzone italiana del Novecento. Si è spento oggi all’età di 86 anni, dopo una lunga malattia, il cantante e musicista Peppino Di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella. Come riportato dalle colonne del quotidiano Il Mattino, il decesso è avvenuto all’interno della sua residenza di villa Castiglione, situata sulla sua amata isola natale. L’artista lascia i figli Igor, nato dal primo matrimonio, ed Edoardo e Daria, avuti con la seconda moglie Giuliana Gagliardi. Le esequie solenni e i funerali verranno celebrati nel pomeriggio di domani presso l’ex cattedrale di Santo Stefano, situata nella celebre piazzetta di Capri.

Nato il 27 luglio 1939 in una famiglia di radicata tradizione musicale, Giuseppe Faiella manifestò precocemente il proprio orientamento artistico: la sua primissima esibizione al pianoforte avvenne infatti all’età di 4 anni nel 1943, intrattenendo le truppe alleate di stanza sull’isola nel secondo dopoguerra. Nel 1953 l’avvio dell’attività professionale con il batterista Ettore Falconieri sotto il nome di “duo Caprese”, nucleo originario che nel 1958 si ampliò con l’innesto di Pino Amenta, Mario Cenci e Gabriele Varano per dare vita alla formazione dei “Capri Boys”. La svolta commerciale per la band giunse durante un’esibizione a Ischia, dove il quintetto venne notato da un dirigente della casa milanese Carisch, che offrì loro il primo contratto discografico ufficiale.

Nel corso di oltre sessant’anni di carriera, Peppino Di Capri si è affermato come un pianista raffinato e interprete elegante, capace di combinare la melodia classica partenopea con le nascenti sonorità internazionali del rock’n’roll, twist e pop. Brani storici del suo repertorio come Champagne, Nun è peccato, Roberta, St. Tropez Twist e Melancolie sono entrati stabilmente nella memoria collettiva nazionale. Tra i principali riconoscimenti ufficiali conseguiti figurano la vittoria al Festival della canzone napoletana nel 1970 con il brano Me chiamme ammore e due storici trionfi al Festival di Sanremo: il primo nel 1973 con Un grande amore e niente più e il secondo nel 1976 con la canzone Non lo faccio più, successi che ne hanno consacrato lo stile sobrio e la popolarità intergenerazionale radiotelevisiva.

Eliza Anton