Il Consiglio Europeo ha accusato formalmente l’FSB, il servizio segreto interno russo, di essere la mente dietro il gruppo hacker Turla, autore dal 2010 di una vasta campagna di cyberspionaggio e sabotaggio informatico in Europa. Secondo la nota ufficiale di Bruxelles, le operazioni geopolitiche ostili sono state coordinate dal sedicesimo Centro dell’FSB, un’unità strategica ora inserita nella lista nera dell’Unione Europea. Le attività cibernetiche dannose hanno colpito istituzioni dell’Ue, partner internazionali e in particolare l’Ucraina, concentrandosi sull’infiltrazione nelle reti governative e sul sabotaggio di infrastrutture critiche in Paesi come Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia. Di fronte alla gravità della situazione, i governi di Parigi e Berlino hanno convocato gli ambasciatori russi per presentare una formale protesta diplomatica.

Nel dettaglio delle accuse, il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha denunciato attacchi sistematici contro personale militare, aziende e l’industria della difesa transalpina, rivelando che Turla ha violato i sistemi mail del ministero della Difesa nel 2017, l’ambasciata francese a Mosca nel 2018 e ha rubato segreti industriali a un’azienda tecnologica nel 2025. Per mascherare la propria firma informatica, il gruppo si sarebbe appoggiato anche a infrastrutture di Paesi terzi, tra cui l’Iran. Parallelamente, la portavoce del ministero degli Esteri tedesco, Kathrin Deschauer, ha evidenziato come il caso rientri in un consolidato e sistematico schema di aggressione digitale russa contro la Germania, dove sono stati presi di mira enti governativi, e contro la Polonia, dove recentemente sono state rilevate operazioni di sabotaggio contro ferrovie e centrali termoelettriche.

I nuovi provvedimenti restrittivi rientrano nel regime di sanzioni informatiche dell’Ue (già attivato nel 2020 contro il GRU per il malware NotPetya e l’attacco al Bundestag) e colpiscono nove individui e quattro società, ora soggetti a congelamento dei beni e divieto di viaggio. Tra i sanzionati figurano anche agenti del GRU responsabili di azioni ostili in Estonia e importanti aziende tecnologiche russe collegate ai servizi segreti, come Advanced System Technology e Npp Gamma, alle quali sarà vietato operare nel territorio dell’Unione. Allineandosi alla risposta europea, anche il Regno Unito ha annunciato sanzioni punitive contro ventiquattro entità fisiche e giuridiche legate alle attività illegali orchestrate da Mosca.

Eliza Anton