Nelle sue Considerazioni finali in occasione della Relazione annuale della Banca d’Italia, il governatore Fabio Panetta ha tracciato la rotta economica del Paese, inserendola in un quadro internazionale caratterizzato da profonda frammentazione e incertezza.

Il governatore ha evidenziato come il conflitto nel Golfo Persico e il conseguente blocco dello stretto di Hormuz abbiano ridotto l’offerta globale e generato forti rincari delle materie prime energetiche, frenando la crescita mondiale e rendendola esposta a shock sistemici a cascata, amplificati dagli ingenti debiti pubblici.

In questo scenario, pur avendo mostrato un’ottima capacità di tenuta dal 2019 a oggi, l’economia italiana sta registrando un’attenuazione dello slancio. Sulla debolezza dell’attività economica pesano la crisi della Germania, le barriere commerciali statunitensi e le tensioni inflazionistiche complessive; dinamiche che, nelle proiezioni più sfavorevoli, espongono l’Italia al rischio concreto di stagnazione o contrazione nei prossimi mesi, richiedendo un attento ricalibramento della politica monetaria della Bce per evitare dinamiche inflattive incontrollate.

Per evitare che il Paese resti ancorato a tassi di crescita strutturalmente modesti e subisca la pressione della competitività manifatturiera cinese, Panetta ha indicato la produttività e la competitività come sfide centrali e non più rinviabili, anche a causa del declino demografico. Il governatore ha esortato a superare i nodi storici dell’economia nazionale: la bassa innovazione, la dipendenza energetica e i ridotti livelli di capitale umano. In tale contesto, l’intelligenza artificiale è stata indicata come una leva tecnologica decisiva, capace di apportare un contributo stimato tra lo 0,2% annuo (in caso di adozione lenta) e oltre 1 punto percentuale all’anno nell’ipotesi di una diffusione rapida e pervasiva.

Per favorire la transizione digitale delle piccole e medie imprese, spesso frenate da ostacoli strutturali, risulterà fondamentale l’intervento pubblico iniziale. Panetta ha infine sottolineato che la modernizzazione tecnologica deve saper valorizzare le competenze e offrire reali prospettive ai giovani, trattenendo i talenti sul territorio in un’ottica di efficienza e giustizia sociale.

Nella parte conclusiva del suo discorso, il numero uno di via Nazionale ha ricordato i punti di forza del patrimonio italiano, individuabili nell’eccellenza del sistema produttivo e nella solida posizione finanziaria di banche, imprese e famiglie.

Per mobilitare queste risorse, l’esecutivo deve abbandonare la logica dei sussidi generici a favore di politiche industriali mirate e avviare un percorso credibile di riduzione del debito pubblico, indispensabile per liberare risorse da destinare allo sviluppo e alla spesa sociale.

Sul fronte dell’approvvigionamento, per contrastare la vulnerabilità del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero, Panetta ha raccomandato di accelerare la transizione energetica affiancando alle misure temporanee di sostegno per i rincari una seria valutazione delle nuove tecnologie in via di sviluppo nel comparto dell‘energia nucleare. Il governatore ha concluso analizzando lo stato del sistema bancario, definito solido e ben patrimonializzato, un fattore di stabilità che apre la strada a future e nuove aggregazioni bancarie sia sul mercato nazionale sia su quello transfrontaliero.

Eliza Anton