Ho provato una grande emozione quando sono arrivato al Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro a Roma, per l’evento dedicato ai Cento Anni della nascita del Presidente Giulio Andreotti, la presentazione di una
stupenda raccolta fotografica, in un libro dal titolo “Giulio Andreotti – Immagini di una vita”, e quindi l’apertura della mostra fotografica all’interno dei saloni della struttura che ci ha ospitato e che riassume importanti momenti della vita del Presidente, partendo dal seggiolone, passando per la famiglia, la politica italiana, la politica estera, il rapporto con la Chiesa, i Suoi libri, le vignette e le caricature, fino alla morte.
Oltre 300 persone hanno affollato la sala del Pio Sodalizio dei Piceni.
Personalmente mi sono sentito fratello di Stefano e di Serena Andreotti durante quest’evento dedicato al loro padre, per me, e non solo per me, uno dei Padri della Patria. L’Italia è orfana di un uomo che ha dedicato la Sua vita allo stato. Si uno statista vero, e come ha detto Stefano nell’apertura dell’evento “un uomo di Stato per lo Stato”.
Una bella presentazione dell’uomo, del padre, e del nonno Giulio ci ha regalato Stefano Andreotti, sottolineando che Giulio Andreotti non ha dato alla famiglia tanta quantità di presenza, ma poca e di qualità, perchè aveva messo la Sua vita al servizio delle Istituzioni, della Democrazia e della Pace.
L’uomo nella sua immensa spiritualità raccontata poi da Monsignor Fisichella, il rapporto straordinario con 6 Papi, il passaggio affascinante dell’uomo politico spiegataci da Gianni Letta, sottolineando l’inutile fango buttato addosso da una sinistra becera dietro ad apparati della giustizia, che poi si è rivelata un boomerang, facendo uscire Andreotti senza macchia. Letta ha poi sottolineato, in tutta la sua grande intelligenza politica e arguzia istituzionale, come non c’è paragone alla politica messa in campo da Andreotti, che ha fatto grande l’Italia in 70 anni di gloriosa carriera, e quella dei giorni nostri completamente fallimentare, e io aggiungo gestita da incompetenti che stanno rovinando il nostro Paese. Il saluto finale è stato di Serena Andreotti, prima di accompagnarci tutti alla mostra fotografica allestita nel complesso monumentale.
Ho provato immenso piacere salutare calorosamente l’amico Paolo Cirino Pomicino ed Enzo Scotti, grandi collaboratori del Presidente Giulio Andreotti, con cui (compreso il compianto Antonio Gava) ho lavorato durante la mia militanza di più di 20 anni nella Democrazia Cristiana. I ricordi di tante battaglie, di tante vittorie, delle tante famiglie che ho visto sorridere grazie alla Democrazia Cristiana e a uomini buoni come Giulio Andreotti, hanno attraversato in un attimo la mia mente creandomi grande commozione.
C’erano tutti gli ex ministri DC e di altri partiti, ed ex dirigenti della DC viventi, e tanti parlamentari e ministri anche attuali, tra cui il Ministro Giulia Bongiorno, che è stata anche un legale del Presidente.
In pratica, c’era la prima, seconda e terza repubblica, che testimonia il riconoscimento dello STATISTA GIULIO ANDREOTTI.
Dobbiamo tutti far tesoro della Sua storia, dei Suoi insegnamenti politici e di azione, studiarne tutte le sottili sfaccettature della Sua politica che ha portato l’Italia ad essere una delle maggiori potenze economiche mondiali.
Se il tempo si fosse potuto fermare, se Andreotti potesse ritornare, forse la situazione italiana non sarebbe in questo stato pietoso in cui è stata portata in particolare dai governi dopo Berlusconi e affossata quasi totalmente dall’attuale governo. Ma purtroppo tristemente dobbiamo accettare la realtà, 5 anni fa Andreotti ci ha lasciato.
Speriamo da lassù ci protegga e ci illumini la strada.
Onore a Giulio Andreotti, ora e sempre!
Gennaro Ruggiero – Presidente Osservatorio Parlamentare Italiano
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