La lotta alla criminalità organizzata e il valore della memoria storica sono stati al centro della visita a Palermo della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accompagnata dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e dal titolare dell’Interno, Matteo Piantedosi. I vertici del governo hanno preso parte, presso il Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, alla cerimonia di svelamento della Fiat Croma bianca su cui viaggiavano i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, insieme all’autista superstite Giuseppe Costanza, il giorno della strage di Capaci di 34 anni fa.
L’autovettura, ceduta temporaneamente dalla Scuola di Polizia penitenziaria di Roma alla Fondazione Falcone, è stata definita dalla premier un’emozione tagliente che pone le istituzioni di fronte alla storia. Nel suo discorso, Meloni ha pronunciato un solenne giuramento a difesa della legislazione antimafia, escludendo qualsiasi cedimento sul regime del 41 bis per i boss mafiosi e ribadendo il diritto del popolo italiano alla verità sulle pagine ancora oscure delle stragi.
Nel corso della giornata, la presidente del Consiglio ha presieduto il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura, rendendo omaggio alle vittime con un mazzo di fiori davanti alla stele di Capaci. All’incontro hanno partecipato autorità locali come il governatore Renato Schifani, il sindaco Roberto Lagalla e Maria Falcone, la quale ha espresso profonda commozione dinanzi ai resti dell’auto, descrivendola non come un simbolo di sconfitta ma come un segno di rinascita e memoria viva. Tra i presenti all’evento si segnalano l’imprenditore Tommaso Dragotto, recentemente colpito dalle intimidazioni della criminalità, e l’ex calciatore Fabrizio Miccoli. Coincidendo con una vasta operazione della Dda che ha smantellato la cosiddetta banda dei kalashnikov, Meloni ha lanciato un duro monito contro chi tenta di terrorizzare la Palermo che lavora onestamente, assicurando che lo Stato risponderà con massima determinazione.
Per fronteggiare l’escalation di violenza sul territorio, il capo dell’esecutivo ha annunciato l’intenzione di avviare un’operazione straordinaria di controllo e presidio fisso nei quartieri più a rischio della città, menzionando esplicitamente lo Zen. Il piano strategico prevede un forte gioco di squadra che potrebbe includere il coinvolgimento dei militari dell’Esercito in operazioni congiunte con le forze di polizia, apportando se necessario modifiche strutturali alle norme che disciplinano l’operazione Strade sicure, al fine di garantire una presenza dello Stato costante e impenetrabile.
Eliza Anton
