Il Cremlino ha ufficialmente respinto la proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky relativa all’istituzione di una zona economica libera nell’Ucraina orientale gestita da una parte terza con funzioni di area cuscinetto. Il portavoce russo Dmitry Peskov ha ribadito la ferma posizione di Mosca, affermando che il Donbass fa parte integrante della Russia e non può essere amministrato da entità esterne. Contestualmente, la presidenza russa ha definito nettamente “inaccettabile” il dispiegamento di contingenti della NATO o di una forza multinazionale promossa dalla Coalizione dei volenterosi in territorio ucraino, anche se ipotizzato come garanzia di sicurezza post-cessate il fuoco. Peskov ha evitato di commentare altri dettagli del piano di Kiev — inclusa la possibile moratoria sugli attacchi alle infrastrutture energetiche — sostenendo che i termini dei negoziati non debbano essere divulgati pubblicamente, e ha confermato che l’“operazione militare speciale” proseguirà fino all’ottenimento della vittoria o al raggiungimento di una via pacifica idonea.
Parallelamente a tali prese di posizione, Mosca è teatro di cruciali sviluppi diplomatici e d’intelligence. Il direttore della CIA John Ratcliffe si trova in Russia per una serie di incontri riservati con le controparti locali, come confermato dall’arrivo di un Boeing C-17A Globemaster III dell’aeronautica statunitense e da un corteo diplomatico avvistato nella capitale. Pur in assenza di commenti ufficiali sullo scopo della missione, il viaggio si inserisce nel solco dei canali di contatto strategici per lo scambio di prigionieri, già avviati con successo nel recente passato dall’agenzia d’intelligence americana per il rilascio di cittadini statunitensi e detenuti di alto profilo.
Sul versante religioso e politico, il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, Paul Richard Gallagher, ha incontrato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Nel corso della conferenza stampa congiunta, il rappresentante della Santa Sede ha ribadito l’appello a porre fine alle ostilità per avviare autentici negoziati, sottolineando come la crisi non possa trovare soluzione con mezzi militari e richieda il pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario a tutela di civili, feriti e prigionieri. Dal canto suo, Lavrov ha espresso apprezzamento per la posizione equilibrata del Vaticano, annunciando la disponibilità di Mosca a riprendere i contatti diplomatici a livello di viceministri.
Eliza Anton
