La missione diplomatica della CIA a Mosca
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato al Washington Post la recente visita a Mosca del direttore della CIA, John Ratcliffe, per colloqui riservati tra i servizi di sicurezza americani e russi. La missione, non ancora ufficializzata dagli Stati Uniti, rappresenta la prima visita di un capo dell’intelligence statunitense in Russia dopo quasi cinque anni.
Il Cremlino ha categoricamente smentito un incontro diretto con il presidente Vladimir Putin. Tra le varie ipotesi sui contenuti della visita, i canali d’informazione russi indicano come obiettivo primario un possibile scambio di prigionieri, volto in particolare a ottenere la liberazione di Charles Zimmerman, un veterano della Marina statunitense condannato in Russia a cinque anni di carcere per traffico di armi. Da parte loro, le fonti dei media occidentali hanno speculato su contatti volti a scoraggiare eventuali attacchi russi alle strutture logistiche britanniche che riforniscono Kiev o discussioni su nuove mobilitazioni militari. Parallelamente a questi eventi, la commissaria russa Yana Lantratova ha annunciato la preparazione di un ulteriore e consistente scambio di soldati tra Russia e Ucraina.
Le dichiarazioni di Mykhailo Fedorov sulla condotta della guerra
In ambito ucraino, l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, recentemente rimosso dall’incarico da Volodymyr Zelensky, ha rilasciato una dura intervista alla Reuters. Considerato il promotore della strategia dei droni a lungo raggio, Fedorov ha lanciato un allarme sostenendo che l’Ucraina si trova a un punto di svolta e che, in assenza di un piano strategico innovativo e integrato, rischia di perdere gradualmente il conflitto.
L’ex ministro ha rivolto severe critiche all’attuale governo di Kiev, denunciando una mancanza di visione globale, la presenza di corruzione radicata, reti clientelari e una scarsa indipendenza politica nelle istituzioni. Tali affermazioni sono state interpretate dagli osservatori come un primo passo per una possibile candidatura politica per il dopo-Zelensky. L’Ufficio Presidenziale ucraino ha prontamente replicato alle accuse, evidenziando la contraddizione con le passate dichiarazioni di Fedorov, espresse con toni decisamente più positivi quando era ancora in carica.
Eliza Anton
