Secondo indiscrezioni pubblicate dal Washington Post, il misterioso viaggio a Mosca del direttore della CIA John Ratcliffe è stato preceduto da report di intelligence relativi alla percezione strategica del Cremlino. Vladimir Putin considererebbe infatti gli Stati Uniti indeboliti dal conflitto in corso da sei mesi con l’Iran, individuando un’opportunità per intensificare le azioni contro gli interessi americani e gli alleati europei. Durante la sua permanenza nella capitale russa, Ratcliffe ha incontrato il capo del servizio di intelligence estera russo (SVR), Serghei Naryshkin, il quale ha definito il colloquio privo di aspetti insoliti. È stato invece confermato dal Cremlino che non vi è stato alcun incontro con Putin.

Nel corso dei colloqui riservati, Ratcliffe ha espresso un fermo monito a Mosca contro un’eventuale escalation in Ucraina, avvertendo che una simile scelta produrrebbe effetti controproducenti per la Russia stessa. La valutazione russa sulla vulnerabilità statunitense si fonda sui riscontri relativi alla ridotta prontezza operativa e alle gravi carenze di munizioni accumulate da Washington dopo mesi di operazioni contro Teheran. Tra le forniture belliche americane maggiormente intaccate figurano i sistemi di difesa aerea Patriot e le armi d’attacco a lungo raggio come i missili Tomahawk e i sistemi ATACMS, risorse cruciali richieste anche dal governo di Kiev per la propria difesa.

Eliza Anton