Alla Mondadori della Galleria Alberto Sordi, un confronto appassionato sulla ricerca della verità e sul rischio dell’errore giudiziario. All’autrice il Premio Internazionale “La Rosa d’Oro – Donne al Centro”.
Roma, 26 settembre 2026 – «Siamo tutti in pericolo». Sono le parole di Rita Cavallaro che più hanno colpito durante la presentazione del suo libro Il caso Garlasco. Verità sotto processo, ospitata oggi dalla libreria Mondadori della Galleria Alberto Sordi, davanti a un folto pubblico attento.
Giornalista e scrittrice, Cavallaro ha dedicato al caso anni di studio e di lavoro. Nel libro, pubblicato da Baldini e Castoldi, ricostruisce gli sviluppi più recenti della vicenda attraverso documenti, analisi e interrogativi che continuano ad accompagnare la ricerca della verità sull’omicidio di Chiara Poggi.
Con lei hanno dialogato Simonetta Matone, politica ed ex magistrata, e Flaminia Bolzan, psicologa e criminologa, sotto la moderazione del giornalista Salvo Sottile. Nel corso dell’incontro è emersa con forza la preoccupazione dei relatori per il modo in cui furono condotte le indagini del 2007 e per gli interrogativi che, a loro giudizio, restano aperti sulla condanna di Alberto Stasi.
Il principio della colpevolezza «al di là di ogni ragionevole dubbio» è stato uno dei punti più intensi del confronto. Cavallaro e gli altri relatori hanno espresso dubbi sul fatto che, in questo caso, quel principio abbia trovato piena applicazione, richiamando quelli che considerano errori e omissioni investigative. Da qui la possibilità, da loro prospettata, che Stasi sia stato condannato pur essendo innocente: una tesi discussa durante la presentazione, non una conclusione accertata.
È in questo contesto che Cavallaro ha pronunciato la frase «siamo tutti in pericolo». Il suo richiamo andava oltre il singolo caso: se un’indagine non chiarisce ogni dubbio ragionevole e una persona può essere condannata senza prove sufficienti, chiunque potrebbe temere di trovarsi un giorno nella stessa condizione. Una riflessione severa sulla giustizia, espressa con la passione di chi ha studiato a fondo gli atti e continua a chiedere che ogni domanda riceva una risposta rigorosa.
A margine della presentazione, dopo gli interventi dei relatori e prima del consueto firmacopie, Angelique — Angelica Loredana Anton — ha consegnato alla dottoressa Rita Cavallaro il Premio Internazionale “La Rosa d’Oro – Donne al Centro”. Il riconoscimento era previsto per la cerimonia del 25 settembre, alla quale l’autrice non aveva potuto partecipare.
Il premio rende omaggio alla tenacia professionale di Cavallaro e al suo impegno nel giornalismo d’inchiesta. La serata si è chiusa tra i lettori in attesa del firmacopie, lasciando una domanda che va ben oltre le pagine del libro: quanto siamo disposti a pretendere, da ogni indagine e da ogni processo, prima di considerare una colpevolezza provata?
Prof. Gennaro Ruggiero – Direttore Nuove 24
