Un attacco condotto da droni ucraini contro una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio ha innescato un durissimo scontro diplomatico e nuove tensioni geopolitiche tra Kiev e Teheran. Il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU) ha rivendicato l’operazione spiegando di aver colpito imbarcazioni soggette a sanzioni internazionali, impiegate come vettore per il trasporto di materiale bellico destinato alla Russia. La reazione del governo iraniano è stata immediata: oltre alla convocazione formale dell’incaricato d’affari ucraino per protestare contro quello che è stato definito un atto ostile, le autorità locali hanno riferito che la deflagrazione ha provocato la morte di un marinaio e il ferimento di altri membri dell’equipaggio.

Durante un intervento in conferenza stampa, il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, ha condannato con fermezza l’azione militare definendola un atto illegale e un pericoloso avventurismo contrario alla Carta delle Nazioni Unite. Baqaei ha attribuito la piena responsabilità dell’accaduto al governo ucraino e ha avvertito che l’attacco non rimarrà impunito, prefigurando conseguenze imprevedibili per le relazioni tra i due Paesi e per gli equilibri di sicurezza nella regione del Mar Caspio.

Eliza Anton