Élite, meritocrazia e sviluppo economico
L’autore del libro «Fondamenti di meritocrazia» sostiene che ogni società progredita debba affidarsi a persone preparate e investire in scuola e ricerca per uscire dalla stagnazione.
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Libera rassegna italiana online di attualità, cronaca, politica ed esteri. Attiva dal 2011
«Nessuno è libero se non è padrone di se stesso.» Epitteto
L’autore del libro «Fondamenti di meritocrazia» sostiene che ogni società progredita debba affidarsi a persone preparate e investire in scuola e ricerca per uscire dalla stagnazione.
Il 22% degli italiani non è mai stato online e il Paese non è all’avanguardia sui mercati tecnologici; il grafene, spiega l’autore, può cambiare smartphone, batterie e medicina, ma serve…
Secondo i dati citati da Istat, Upb e commercialisti, la pressione fiscale è destinata a crescere nel 2019 e oltre; l’autore teme una recessione e giudica penalizzato il taglio delle…
L’autore contesta i timori di una disoccupazione tecnologica di massa, citando studi su automazione e occupazione e i dati del Census Bureau, e propone di intervenire su licenze, urbanistica e…
Secondo l’autore, anche se la ministra Bongiorno avesse ragione sui rimpiazzi, la spesa aumenterebbe senza riforme dei servizi; i trasferimenti dallo Stato all’Inps sono passati da 60 a 110 miliardi…
Per evitare la procedura di infrazione Conte taglia l’obiettivo di disavanzo; i risparmi potrebbero colpire reddito di base e pensioni, mentre il rendimento dei titoli a dieci anni scende al…
La spesa farmaceutica pesa circa 18 miliardi sugli 850 della spesa pubblica; secondo l’autore l’emendamento 41.030, che consente all’Aifa di riaprire i prezzi in ogni momento, rende incerti gli investimenti.
Tra i servizi tassabili entrano video, audio e giochi, quindi anche Netflix; la soglia scende da 50 a 40 milioni e la tassa è una misura temporanea in attesa di…
Secondo il commento, i rapporti stabili aumentano di 11 mila unità ma quelli a termine calano di 157 mila; intanto gli smart worker sono 480 mila, in crescita del 20%.
L'autore ricostruisce le oscillazioni sul deficit e sostiene che il problema vero sia la stima di crescita all'1,5%, ritenuta irrealistica; la Commissione europea, scrive, resta un mediatore.
Il rapporto delle agenzie Onu segnala che la fame è tornata a crescere nel 2016, pur lontana dai livelli del 2000; segue un commento sulla disuguaglianza firmato dal presidente della…
Cronaca e attualitàOpinione
Secondo l'autrice, inefficienza, responsabilità inesistenti e pratiche predatorie pesano sulle banche italiane, e il primo responsabile è la politica che per decenni le ha usate come un bancomat.
Perdite per 1,2 miliardi e risorse pubbliche per 16,8 nel quinquennio 2011-2015: l'autore sostiene che concorrenza e gare, e non il salvagente della manovra, siano la strada per rilanciare il…
Gli autori commentano i report del Fondo: debito mondiale al 250% del pil, mercati emergenti sotto pressione, regole da rivedere. Resta sotto i livelli pre-crisi l'economia di oltre il 60%…
Settanta cantine e due monopoli coinvolti nel tour canadese, mentre in Cina Veronafiere inaugura l'ufficio di Shanghai alla presenza del ministro Centinaio. Il Canada è il quinto mercato mondiale per…
Per l'autore il governo si muove in modo confuso: Ferrovie pone condizioni incompatibili con un'offerta vincolante, Lufthansa non vuole lo Stato socio e il prestito da 900 milioni scade il…
L'autore, che si presenta come libero pensatore, indica nei giovani le vere vittime della crisi e propone crescita, investimenti privati e una bad company pubblica per Alitalia e Atac.
Cronaca e attualitàOpinione
L'editorialista ipotizza che la misura possa mettere in crisi il governo e propone invece di sostenere gli investimenti con un taglio delle tasse e di rafforzare i centri per l'impiego.
L'autore spiega perché sarebbe giusto abbattere il muro tra lavoro pubblico e privato: la Cassazione cambiò orientamento nel 2016 e i precari della Pa non hanno le nuove tutele.
L'autore difende il manager, che rimise in gioco un gruppo sull'orlo della bancarotta occupandosi dei lavoratori e non dei sindacati, e lo contrappone ai casi Alitalia, Ilva e Tim.
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