Il bilancio delle vittime e i dispersi in Nepal
La polizia del Nepal ha aggiornato il bilancio provvisorio portando a 538 le vittime accertate, con Chitwan e Nawalparasi Est indicati come i distretti maggiormente colpiti. Si contano oltre 1.545 feriti, mentre le forze dell’ordine e l’Autorità per la gestione dei disastri (NDRRMA) segnalano circa un migliaio di dispersi, tra i quali figurano anche tre cittadini italiani, turisti stranieri e personale delle forze di sicurezza locali. Le operazioni di soccorso, affidate a oltre 13mila effettivi tra esercito e polizia, sono rese estremamente complesse dall’interruzione delle linee di comunicazione e dal crollo di numerose infrastrutture stradali e ponti. Una delle operazioni più delicate riguarda il salvataggio di circa 100 persone intrappolate all’interno di un tunnel della centrale idroelettrica Trishuli 3A.
La posizione di Katmandu sull’assistenza internazionale
Sul piano politico-diplomatico, il governo nepalese ha fatto sapere di aver richiesto sostegno finanziario internazionale, rifiutando tuttavia l’invio di squadre di soccorso straniere. Il portavoce del ministero degli Esteri, Lok Bahadur Chhetri, ha dichiarato che l’apparato di sicurezza nazionale si sta dimostrando efficiente e autosufficiente nel gestire l’emergenza immediata sul campo, riservandosi di richiedere competenze specifiche esterne solo qualora si dovesse rendere necessario.
La situazione in Tibet e la sospensione dei soccorsi cinesi
Sul versante cinese, le autorità hanno confermato un bilancio di cinque morti e 558 dispersi nella regione del Tibet. Tuttavia, la Cina è stata costretta a sospendere le operazioni di ricerca e a far arretrare i soccorritori dall’epicentro del disastro a causa del rischio imminente di straripamento di un lago di sbarramento creatosi con l’accumulo dei detriti. Le previsioni di ulteriori precipitazioni e l’incremento del bacino fino a tre milioni di metri cubi d’acqua minacciano infatti un cedimento degli argini, esponendo ad altissimo pericolo le aree a valle come il porto di Gyirong. Parallelamente, Pechino ha completato l’evacuazione di oltre mille persone, tra cui 555 turisti rimasti bloccati dalle frane nell’area di confine.
Eliza Anton
