Passaporto sanitario è anticostituzionale

Passaporto sanitario è anticostituzionale

La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, né limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.

Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali.La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.

Quello sopra riportato è il contenuto dell’articolo 120 della Costituzione, articolo a cui il ministro  per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, si è richiamato durante l’audizione odierna alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale della Camera per richiamare alla ragione alcuni amministratori locali che nelle ultime ore avevano ipotizzato una sorta di passaporto sanitario per circolare tra le varie regioni.

“Passaporto sanitario? Rileggete l’articolo 120 della Costituzione”, ha detto Boccia. “Una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone. E poi se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono”.

“Nei prossimi giorni con la scadenza dell’ultimo provvedimento che riporterà il Paese a muoversi, ci dovrà essere buonsenso. Se tutte le regioni ripartono senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogni regione, la distinzione tra cittadini di una città rispetto all’altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo. Diverso è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione. E anche in quel caso ci vuole un accordo tra le parti”.

Giuseppe Serrona – fai.informazione.it

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