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Esteri

Escalation diplomatica tra Kiev e Tel Aviv

Kiev convoca l'ambasciatore israeliano e definisce ostile l'atteggiamento di Tel Aviv; Gideon Saar replica che le accuse non sono prove. Haaretz e SeaKrime parlano di un sistema di flotta ombra russa.

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escalation diplomatica tra Kiev e Tel Aviv

Le relazioni tra Ucraina e Israele attraversano una fase di forte tensione a causa di presunti carichi di cereali “rubati” giunti nel porto di Haifa. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è intervenuto duramente sulla questione, equiparando l’acquisto di tali derrate alla ricettazione di merce rubata e preannunciando un pacchetto di sanzioni contro tutti i soggetti coinvolti nella filiera.

Le accuse di Kiev e la replica di Tel Aviv

Al centro della disputa vi è l’attracco della nave Panormitis, battente bandiera panamense, che secondo l’intelligence ucraina trasporta grano mietuto nei territori occupati dalle forze russe. Si tratta del secondo caso in poche settimane, dopo il passaggio della nave russa Abinsk a inizio aprile.

La reazione di Israele, affidata al ministro degli Esteri Gideon Saar, è stata improntata alla cautela:

  • Richiesta di prove: Saar ha invitato Kiev a non condurre la diplomazia sui social media, sottolineando che “le accuse non sono prove” e lamentando l’assenza di una formale richiesta di assistenza giudiziaria.

  • Verifiche in corso: Le autorità israeliane hanno assicurato che la questione sarà esaminata, ma senza procedere al blocco immediato delle operazioni di scarico richiesto dall’Ucraina.


Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ha convocato l’ambasciatore israeliano per consegnare una nota di protesta formale. Nel documento, Kiev definisce l’atteggiamento di Israele “ostile” e “incompatibile” con il sostegno dichiarato alla sovranità ucraina.

Il governo ucraino ha evidenziato il paradosso della situazione, ricordando i recenti passi compiuti a favore della sicurezza israeliana, come il riconoscimento dei Pasdaran iraniani e dell’ala militare di Hezbollah quali organizzazioni terroristiche. Secondo Kiev, permettere l’ingresso di grano ucraino sottratto dalla Russia equivale a finanziare indirettamente lo sforzo bellico del Cremlino.

Il contesto e i precedenti

L’inchiesta del quotidiano Haaretz e le analisi del progetto SeaKrime suggeriscono che quello della Panormitis non sia un caso isolato, ma parte di un sistema consolidato in cui la Russia esporterebbe milioni di tonnellate di cereali ucraini tramite una “flotta ombra”.

La crisi si inserisce in un quadro di relazioni già complesso:

  • Equilibrio precario: Israele ha finora evitato di fornire aiuti militari diretti all’Ucraina per non compromettere i rapporti con Mosca, nonostante il comune antagonismo verso l’Iran.

  • Segnali di rottura: La recente esclusione di Israele dal tour diplomatico mediorientale di Zelensky e la minaccia di sanzioni da parte della Commissione Europea indicano un progressivo irrigidimento delle posizioni internazionali sulla gestione dei commerci russi nei porti israeliani.

Eliza Anton

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