In occasione di un incontro al Memoriale della Shoah di Milano, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la senatrice a vita Liliana Segre ha espresso profonda preoccupazione per la recrudescenza dell’odio e dell’antisemitismo nella società contemporanea.
Le minacce e l’incitamento all’odio
La senatrice, 96 anni, ha denunciato pubblicamente i messaggi di odio ricevuti recentemente, riportando in particolare gli attacchi di chi ne sollecita la morte. Segre ha messo a confronto l’attuale ondata di ostilità con le persecuzioni subite a otto anni, sottolineando l’amarezza nel constatare come, nonostante i conflitti e gli errori della storia, tali sentimenti siano ancora presenti e radicati.
Riflettendo sulle recenti celebrazioni del 25 aprile, la senatrice ha dichiarato di aver provato timore “come madre”, manifestando inquietudine per il clima sociale attuale, paragonandolo simbolicamente alle paure vissute da bambina durante le leggi razziali.
L’evento ha segnato un momento di vicinanza istituzionale:
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Il ruolo di Piantedosi: Segre ha definito il ministro Piantedosi un “amico”, ringraziandolo per la sua presenza in un luogo dal forte valore simbolico come il Binario 21, punto di partenza della sua deportazione verso Auschwitz.
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Evoluzione storica: La senatrice ha osservato come l’antisemitismo, rimasto a lungo sopito, sia tornato visibile, sottolineando però il mutamento del rapporto con lo Stato: dall’essere perseguitata da un governo passato al ricevere oggi la solidarietà dei rappresentanti delle istituzioni repubblicane.
Eliza Anton
