Una nuova e violenta ondata di attacchi aerei condotta dalla Russia ha flagellato diverse aree dell’Ucraina durante la notte, causando vittime civili e riaccendendo l’allarme per la sicurezza dei confini dell’Alleanza Atlantica. Secondo i dati forniti dai comandi militari di Kiev, le forze di Mosca hanno impiegato un imponente arsenale composto da 74 missili (inclusi nove vettori balistici) e 284 droni. Sebbene la maggior parte dei dispositivi sia stata neutralizzata, sei missili balistici, due da crociera e 17 droni sono riusciti a penetrare le difese, impattando sui rispettivi obiettivi nelle regioni di Dnipropetrovsk e Leopoli.

L’episodio più grave si è registrato alla periferia di Kryvyj Rih, nell’Ucraina centrale, dove l’impatto diretto di un missile balistico Iskander-M lanciato dalla regione russa di Voronez ha completamente distrutto un’abitazione privata. Il bilancio è drammatico: sei vittime appartenenti allo stesso nucleo familiare, tra cui due bambine di 5 e 12 anni. Complessivamente, i raid notturni hanno provocato almeno otto morti su tutto il territorio nazionale.

Di fronte al costante aggravarsi dell’offensiva, il presidente Volodymyr Zelensky ha lanciato un drammatico appello ai partner occidentali, evidenziando come la salvaguardia delle vite umane sia direttamente legata alla disponibilità di munizionamento per la difesa aerea. Zelensky ha rivolto un sollecito formale agli Stati Uniti e ai Paesi dotati di batterie Patriot, stimando in almeno 300 gli intercettori necessari per affrontare l’imminente stagione invernale. Un’esigenza che si scontra tuttavia con la complessa congiuntura geopolitica globale: nel corso di un recente incontro alla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump ha confermato la difficoltà nel reperire munizionamento antiaereo a causa dei contestuali impegni nell’area medio-orientale, rinnovando l’invito al leader ucraino a intraprendere passi concreti per porre fine al conflitto.

L’attacco ha avuto pesanti ripercussioni anche sul piano internazionale e diplomatico. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sibiga ha denunciato che un missile da crociera russo Kh-101 ha sconfinato nello spazio aereo della Polonia, violando i confini territoriali della NATO. Il capo della diplomazia di Kiev ha definito l’incidente una prova inconfutabile della minaccia estesa a tutta l’area euro-atlantica, richiamando recenti episodi analoghi avvenuti nei cieli della Romania. Sibiga ha infine colto l’occasione per auspicare un superamento delle tensioni diplomatiche tra Kiev e Varsavia, legate alle recenti polemiche storiografiche sui massacri della Seconda Guerra Mondiale, chiedendo massima coesione strategica di fronte all’aggressività di Mosca.

Eliza Anton