vita e morteLa vita dopo la morte. Chi di noi non si è posto questa domanda almeno una volta nella vita: cosa c’è dopo?”. Qualunque sia il credo religioso, il percorso compiuto, il grado di romanticismo o di raziocinio, comunque la si pensi, quello della vita oltre la morte resta da sempre il mistero dei misteri per ogni essere umano. Già nel 1844 Ralph Waldo Emeson scriveva: “Abbiamo capito che non vediamo la realtà direttamente, ma mediatamente e che non abbiamo alcuna possibilità di modificare o correggere le lenti colorate attraverso le quali vediamo il mondo, né di calcolare l’entità dei loro errori. Forse queste lenti hanno un potere creativo, forse non esiste nessun oggetto”. Chiaramente, tutto ciò trascende le nostre idee classiche di spazio e tempo. “Da qualche anno è in voga, e in questi giorni sta raggiungendo il culmine per le numerose discussioni e confronti che si stanno avendo in merito, una teoria – il Biocentrismo – secondo la quale la coscienza non scompare con la morte del corpo, lo spazio e il tempo sono solo la concretizzazione delle esperienze umane nella nostra mente, “regole” create dal nostro cervello, attraverso le quali la coscienza mette in ordine le esperienze reali. –

A sostenere e promuovere questa tesi è Robert Lanza, 59enne, autorevole medico, scienziato e professore universitario americano, ha fatto parte del team che ha clonato i primi embrioni umani, il primo che ha creato cellule staminali da adulti attraverso il trasferimento nucleare somatico (clonazione terapeutica); con questi esperimenti ha clonato nel 2003 un bue appartenente ad una razza in estinzione, da cellule di pelle congelate di un antenato dell’animale morto quasi 25 anni prima. Studi ininterrotti sulla biologia molecolare e le teorie quantistiche del tutto,  e ancora studi sull’atomo e la medicina rigenerativa, i tessuti e le cellule staminali, oltre a una miriade di riconoscimenti e pubblicazioni di elevato interesse scientifico, riconosciuti a livello mondiale. Il suo percorso e le sue esperienze, hanno portato Robert Lanza, non solo a considerare la vita come qualcosa che può essere ricreata in laboratorio, ridotta così meramente ad un discorso pratico, ma a divulgare il biocentrismo, come una teoria che metta al centro anche qualcosa di impercettibile come la coscienza, che secondo Lanza, può continuare a vivere anche fuori dal corpo, dallo spazio e dal tempo. Così filosofie quali – una su tutte – la metempsicosi, cioè la trasmigrazione dell’anima, non sembrano più essere eteree e inappaganti ai fini del raziocinio umano, ma potrebbero conformarsi in fenomeno concreto. La coscienza, secondo queste teorie, non può morire e non morirà mai, perché lasciato un corpo e le esperienze concrete che questo ha proiettato come vita vissuta, la coscienza continua il suo percorso rigenerandosi in un altro corpo, e dimensioni spazio e tempo. Interessante a tale proposito non solo tutta la bibliografia disponibile in merito, ma – non escludendo le religioni che pongono il concetto di post-mortem al centro della vita dell’uomo – , ci sono nel cinema una marea di film e opere che hanno trattato l’argomento, alcuni tra i più toccanti e famosi: Oltre la morte; Al di là dei sogni, Prossima fermata: paradiso, Linea mortale, After.life, Il paradiso può attendere , The Others, Ghost. La vita oltre la morte, biocentrismo, religione, necessità di attaccarsi all’idea che questo percorso non finisca, perché siamo troppo attaccati al vivere; voglia di credere al poi, perché vorremmo riabbracciare i nostri cari estinti, ognuno di noi può avere svariati motivi – più o meno razionali – per poter credere che la vita sia in realtà eterna. Comunque la si pensi un principio su tutti, se le teorie di Robert Lanza fossero vere, dovrebbe valere: se è vero che la coscienza è eterna, converrebbe dedicare un po’ più di attenzione a quella che si ha in questa vita, per far sì magari che le prossime possano migliorare, piuttosto che il contrario, perché saranno anche tutte teorie ma … non si può mai sapere cosa ci aspetta nello sconfinato Universo che ancora non conosciamo! –

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