Il presidente russo Vladimir Putin ha celebrato l’81esimo anniversario della vittoria dell’Armata Rossa sulla Germania nazista con una cerimonia dai toni decisamente contenuti rispetto al passato. Sulla Piazza Rossa, blindata da rigide misure di sicurezza, la tradizionale parata militare si è svolta in soli 45 minuti e ha visto la partecipazione di appena sei leader stranieri, tra cui cinque capi di Stato dell’Asia centrale e il premier slovacco Robert Fico, segnando un netto calo di presenze internazionali rispetto agli anni precedenti. L’evento è stato caratterizzato dall‘assenza di carri armati e artiglieria pesante sul pavé di Mosca. Tale scelta è stata motivata ufficialmente dalla necessità di concentrare i mezzi nell’operazione militare speciale, sebbene il timore di possibili attacchi con droni ucraini abbia pesato sull’organizzazione, nonostante una tregua di tre giorni mediata da Donald Trump. Durante il suo stringato discorso, Putin ha tracciato un parallelo storico tra la sconfitta del nazismo e l’attuale conflitto in Ucraina, ribadendo la convinzione che la Russia sia destinata alla vittoria contro le forze della NATO. Sul fronte diplomatico, il leader del Cremlino ha affermato che il conflitto starebbe volgendo al termine, dichiarandosi disponibile a incontrare il presidente Zelensky solo dopo la firma di un accordo formale. Putin ha inoltre menzionato l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder come possibile mediatore tra Russia ed Europa, pur accusando Kiev di non aver accettato una recente proposta per lo scambio di 500 prigionieri di guerra. La cerimonia si è conclusa con il sorvolo delle pattuglie acrobatiche che hanno tinto il cielo con i colori della bandiera russa, unico elemento spettacolare di una celebrazione improntata alla massima prudenza. Eliza Anton