L’Alta Corte anticorruzione dell’Ucraina ha ordinato la custodia cautelare per Andriy Yermak, ex capo di gabinetto e principale consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, nell’ambito di un’indagine su una vasta rete di appropriazione indebita di fondi pubblici.
Yermak, cinquantaquattrenne, ha guidato l’ufficio presidenziale dal 2020 fino alle sue dimissioni rassegnate nello scorso novembre, arrivate a seguito di una perquisizione domiciliare legata a presunti illeciti nel settore energetico. Il tribunale ha stabilito una detenzione preventiva di 60 giorni, fissando contestualmente una cauzione di 140 milioni di grivne, equivalenti a circa 3,16 milioni di dollari, per consentire la libertà provvisoria.
L’ex consigliere presidenziale ha respinto fermamente tutte le accuse, dichiarando l’intenzione di presentare ricorso in appello e affermando di non disporre della cifra necessaria al pagamento della cauzione. Secondo l’impianto accusatorio, Yermak avrebbe preso parte a un sistema di riciclaggio di denaro da circa 460 milioni di grivne, pari a oltre 10 milioni di dollari, veicolati attraverso un progetto immobiliare di lusso nei pressi della capitale Kiev.
La presidenza ucraina non ha rilasciato commenti ufficiali sul coinvolgimento dell’ex alto funzionario. La vicenda si inserisce nel solco delle indagini precedentemente avviate dall’agenzia anticorruzione Nabu sul comparto energetico nazionale e rischia di gravare sull’immagine internazionale del governo di Kiev nel delicato contesto del conflitto con la Russia.
Eliza Anton
