L’economia italiana ha registrato una crescita dello 0,2% nel primo trimestre del 2026, proseguendo il trend positivo avviato nella seconda metà dell’anno precedente. Secondo i dati preliminari diffusi dall’Istat, la performance nazionale si colloca in una posizione intermedia nel contesto europeo, superando il dato della Francia ma restando al di sotto dei risultati ottenuti da Spagna e Germania. La crescita acquisita per l’intero anno si attesta al momento allo 0,5%.
Sotto il profilo settoriale, l’espansione è stata sostenuta esclusivamente dal comparto dei servizi, che ha compensato le flessioni rilevate sia nell’agricoltura che nell’industria.
Quest’ultima, nonostante i recuperi produttivi osservati nei mesi di febbraio e marzo, ha chiuso il trimestre con un bilancio negativo dello 0,2%. Analizzando la domanda, emerge come il contributo principale alla crescita sia arrivato dalle esportazioni, mentre la componente della domanda interna ha fornito un apporto negativo al bilancio complessivo.
Nel comparto delle costruzioni si osservano segnali di ripresa congiunturale a febbraio, sebbene il bilancio trimestrale resti in contrazione. Particolare dinamismo caratterizza l’edilizia residenziale, supportata da un aumento dei permessi di costruire, a fronte di un netto calo nel settore non residenziale. Per quanto riguarda le imprese non finanziarie, l’ultimo scorcio del 2025 ha evidenziato un lieve incremento degli investimenti fissi lordi e un miglioramento della quota di profitto, che ha raggiunto il 43,2%, nonostante una leggera flessione del tasso di investimento complessivo dovuta alla crescita del valore aggiunto.
Eliza Anton Economia italiana: Pil in lieve crescita nel primo trimestre 2026 trainato dall’export
L’economia italiana ha registrato una crescita dello 0,2% nel primo trimestre del 2026, proseguendo il trend positivo avviato nella seconda metà dell’anno precedente. Secondo i dati preliminari diffusi dall’Istat, la performance nazionale si colloca in una posizione intermedia nel contesto europeo, superando il dato della Francia ma restando al di sotto dei risultati ottenuti da Spagna e Germania. La crescita acquisita per l’intero anno si attesta al momento allo 0,5%.
Sotto il profilo settoriale, l’espansione è stata sostenuta esclusivamente dal comparto dei servizi, che ha compensato le flessioni rilevate sia nell’agricoltura che nell’industria.
Quest’ultima, nonostante i recuperi produttivi osservati nei mesi di febbraio e marzo, ha chiuso il trimestre con un bilancio negativo dello 0,2%. Analizzando la domanda, emerge come il contributo principale alla crescita sia arrivato dalle esportazioni, mentre la componente della domanda interna ha fornito un apporto negativo al bilancio complessivo.
Nel comparto delle costruzioni si osservano segnali di ripresa congiunturale a febbraio, sebbene il bilancio trimestrale resti in contrazione. Particolare dinamismo caratterizza l’edilizia residenziale, supportata da un aumento dei permessi di costruire, a fronte di un netto calo nel settore non residenziale. Per quanto riguarda le imprese non finanziarie, l’ultimo scorcio del 2025 ha evidenziato un lieve incremento degli investimenti fissi lordi e un miglioramento della quota di profitto, che ha raggiunto il 43,2%, nonostante una leggera flessione del tasso di investimento complessivo dovuta alla crescita del valore aggiunto.
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