La gestione del focolaio di hantavirus scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius sta entrando nella sua fase conclusiva con il completamento del rimpatrio dei passeggeri, mentre si aggrava il quadro clinico di alcuni contagiati. Il ministro della Salute francese, Stephanie Riste, ha confermato che una delle cinque passeggere rientrate in Francia è risultata positiva al virus e le sue condizioni sono peggiorate drasticamente nelle ultime ore. Le autorità transalpine hanno già identificato 22 contatti stretti, tra cui otto persone attualmente in isolamento che avevano viaggiato su un volo precedente dove si era registrato il decesso di un altro passeggero della nave.
Parallelamente, il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti ha segnalato la positività di un cittadino americano tra i 17 rimpatriati in Nebraska. Il paziente presenta sintomi lievi ed è risultato positivo al test PCR per il virus delle Ande, l’unico ceppo di hantavirus noto per la trasmissione interumana. Anche in Germania sono giunti quattro passeggeri, attualmente isolati presso l’Ospedale Universitario di Francoforte; nonostante il contatto con il virus, i cittadini tedeschi non manifestano al momento alcun sintomo e il rischio per la popolazione generale viene considerato molto basso dalle autorità sanitarie locali.
Le operazioni di evacuazione nel porto di Granadilla de Abona, a Tenerife, hanno visto lo sbarco di 94 persone nella giornata di ieri, mentre le ultime 22 persone lasceranno l’imbarcazione oggi pomeriggio. Tra questi figurano cittadini olandesi e australiani che viaggeranno verso i Paesi Bassi su un unico volo coordinato dalla Spagna. Una volta svuotata, la MV Hondius riprenderà il mare verso i Paesi Bassi con a bordo solo una parte dell‘equipaggio.
Per i passeggeri australiani e neozelandesi è stata predisposta una misura di estrema cautela: al loro arrivo saranno trasferiti nel centro di quarantena di Bullsbrook, nei pressi di Perth, dove rimarranno in isolamento per almeno tre settimane. La situazione rimane monitorata con attenzione dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha classificato tutti i 151 occupanti della nave come contatti ad alto rischio, raccomandando una sorveglianza medica per 42 giorni. Nonostante il focolaio abbia già causato tre decessi, il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha rassicurato l’opinione pubblica globale affermando che il rischio complessivo per la salute pubblica rimane attualmente contenuto.
Eliza Anton
