Si registra una nuova e brusca impennata della tensione diplomatica tra Washington e Teheran. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha bocciato categoricamente la risposta iraniana a una proposta americana volta a porre fine alle ostilità. Nonostante il documento inviato dall’Iran contenesse aperture sul programma nucleare e sulla gestione dello Stretto di Hormuz, la Casa Bianca ha definito la posizione della Repubblica Islamica “totalmente inaccettabile”.

La posizione di Washington

Attraverso i propri canali social, il Presidente Trump ha accusato la leadership iraniana di aver “preso in giro” gli Stati Uniti per quasi cinquant’anni, adottando strategie dilatorie. Trump ha citato il bilancio delle vittime delle proteste interne in Iran e ha criticato aspramente le precedenti amministrazioni (in particolare quella Obama) per aver concesso troppo a Teheran. Il messaggio del Presidente è chiaro: gli Stati Uniti non accetteranno ulteriori compromessi al ribasso.

La replica di Teheran

Il governo iraniano ha difeso il proprio documento, descrivendolo come una proposta “ragionevole e generosa” che tutela i diritti legittimi del Paese e la stabilità regionale. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha accusato Washington di essere un interlocutore inaffidabile, citando il ritiro dal JCPOA nel 2018 e i recenti attacchi aerei avvenuti nel giugno 2025 e febbraio 2026.

Il generale Mohammad Ali Jafari ha inoltre fissato cinque condizioni non negoziabili per il proseguimento dei colloqui:

  1. Cessazione delle ostilità su tutti i fronti.

  2. Revoca totale delle sanzioni.

  3. Sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero.

  4. Risarcimento dei danni di guerra.

  5. Riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz.

L’impasse diplomatica e i nuovi avvertimenti incrociati sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz — snodo cruciale per il commercio energetico globale — hanno scosso i mercati finanziari. I prezzi del greggio hanno subito una violenta fiammata:

  • Brent: Superata la soglia dei 105 dollari al barile.

  • WTI: In forte rialzo verso i 100 dollari.

La situazione rimane in una fase di stallo critico, con entrambe le parti che si accusano reciprocamente di aver provocato l’instabilità nell’area.

Eliza Anton