I servizi di sicurezza dello Stato d’Israele hanno condiviso con le autorità degli Stati Uniti nuove informazioni di intelligence che svelerebbero l’esistenza di un inedito e sofisticato piano ideato dall’Iran per attentare alla vita del presidente statunitense Donald Trump. Secondo quanto rivelato in un’inchiesta giornalistica dal quotidiano statunitense Wall Street Journal, questa scoperta segna una forte escalation nella tensione geopolitica tra Washington e Teheran. Da diversi anni, la Repubblica Islamica ha promesso apertamente di vendicare l’uccisione di Qassem Soleimani, l’alto generale a capo delle forze d’élite del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) eliminato nel corso del primo mandato presidenziale di Trump. Il capo della Casa Bianca ha commentato pubblicamente la notizia confermando la consapevolezza di essere l’obiettivo principale nella lista delle ritorsioni di Teheran.
Nel frattempo, in territorio iraniano, si sono conclusi i solenni riti funebri per la scomparsa della Guida Suprema. La televisione di Stato locale ha documentato che il leader supremo Ali Khamenei è stato sepolto venerdì mattina nella città di Mashhad. I media ufficiali e l’emittente Irib hanno evidenziato una singolare anomalia dinastica durante la diretta televisiva della cerimonia, segnalando l’apparente assenza del figlio e potenziale successore designato, Mojtaba Khamenei, la cui mancata partecipazione pubblica ha sollevato interrogativi tra gli osservatori internazionali.
Le celebrazioni per le esequie della Guida Suprema, la cui uccisione avvenuta lo scorso 28 febbraio ha innescato l’attuale campagna militare israelo-americana, hanno assunto dimensioni oceaniche. Secondo i dati diffusi dai media iraniani e rilanciati dal network internazionale Al Jazeera, una cifra stimata tra i 41 e i 43 milioni di persone ha preso parte alle commemorazioni nell’arco dei sei giorni di lutto nazionale. La complessa macchina organizzativa ha previsto cortei e solenni cerimonie di commemorazione dislocate in cinque città di forte rilevanza religiosa e politica: Teheran, Qom, Najaf, Karbala e infine Mashhad. I canali governativi di Press Tv hanno descritto l’evento come la più imponente processione funebre mai registrata a livello globale, trasformando il lutto in una vasta manifestazione di consenso e coesione interna per il regime iraniano di fronte all’offensiva bellica guidata dall’Occidente.
Eliza Anton
