Con un intervento sui propri canali social, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato l’introduzione di una norma di “puro buon senso” contenuta nell’ultimo Ddl Sicurezza, approvato dal Consiglio dei ministri, che esclude il diritto al risarcimento del danno per chi delinque. La misura, sul piano civilistico, stabilisce che chi subisce lesioni o danni mentre sta commettendo gravi reati – tra cui rapina, furto in abitazione, violenza sessuale e sequestro di persona – non potrà avanzare pretese risarcitorie nei confronti della vittima che si è difesa, un divieto esteso anche ai familiari del reo. La presidente ha motivato la stretta parlando della necessità di eliminare paradossi giuridici, affermando la linea del governo di schierarsi a tutela dei cittadini aggrediti.
La genesi della norma si ispira esplicitamente alle vicende del caso Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’omicidio di due rapinatori, ai cui familiari era stata inizialmente presentata una richiesta di risarcimento pari a 3,3 milioni di euro. Gli sviluppi sul fronte giudiziario hanno parallelamente innescato un delicato confronto istituzionale al vertice dello Stato: a seguito dell’avvio dell’istruttoria sulla grazia promosso dal Guardasigilli Carlo Nordio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il ministro della Giustizia al Quirinale. Durante il colloquio, il capo dello Stato ha richiamato i paletti costituzionali in materia, ribadendo che la concessione della grazia rientra tra le prerogative esclusive del Presidente della Repubblica, in piena conformità con quanto sancito dalla Corte Costituzionale con la storica sentenza numero 200 del 2006.
Eliza Anton
