Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha formalmente avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore di Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione alla pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’omicidio di due rapinatori avvenuto davanti al suo negozio. L’iniziativa del Guardasigilli segue la mobilitazione dei partiti di centrodestra, i cui capigruppo di Camera e Senato (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) hanno promosso una raccolta firme tra i parlamentari per chiedere formalmente il provvedimento di clemenza al ministero della Giustizia. I promotori dell’iniziativa sostengono che, al di là degli aspetti prettamente giuridici e considerando l’età avanzata del condannato, l’esecuzione della pena si tradurrebbe di fatto in una condanna all’ergastolo, reputata sproporzionata rispetto alle circostanze del tragico evento.

La richiesta di grazia ha registrato il sostegno politico compatto dei vertici della maggioranza di governo. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la propria adesione alla proposta, definendo il passo intrapreso come un atto di perdono sociale nei confronti di un uomo che, pur avendo commesso un grave errore, ha agito a seguito di ripetute aggressioni e per difendere i propri familiari, rimettendo comunque la decisione finale alle prerogative del Presidente della Repubblica. Sulla stessa linea si è espresso il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il quale ha criticato la sentenza definendola distante da una reale idea di giustizia a causa dell’età del gioielliere (72 anni) e del contesto della rapina. Salvini ha quindi sollecitato l’unità della coalizione di centrodestra sulla vicenda, rilanciando il dibattito politico sul tema della tutela penale e della legittima difesa per chi reagisce a un’aggressione violenta.

Eliza Anton